Caso Cuperlo, Sorgi sbotta: «La verità è che i politici dicono cazz*** dalla mattina alla sera»

lunedì 3 giugno 16:23 - di Elsa Corsini

«I politici dicono un sacco di cazz*** dalla mattina alla sera. Come si può prendersela con i giornalisti?». Ospite a L’aria che tira di  Myrta Merlino su La7, Marcello Sorgi abbandona il suo proverbiale aplomb e le vesti dell’editorialista accorto e pacato per sfogarsi sul difficile lavoro dei giornalisti alle prese con le quotidiane boiate dei politici amplificate dai social.

Lo sfogo di Sorgi: i giornalisti “sono innocenti”

Davanti alla richiesta dell’ennesimo commento sul caso Cuperlo (anche l’esponente del Pd è in studio) dopo la contestata accusa di incultura agli elettori della Lega che ha tenuto banco per giorni, l’autorevole firma de la Stampa sbotta e lancia un attacco frontale ai politici. «Tutto vero, bisogna essere accorti nel riportare le notiize. Diciamo che Cuperlo è rimasto incagliato in una distorsione che poi ha pagato con gli interessi, anche se gli sono state riconosciute diverse opportunità di chiarire. Detto questo – incalza Sorgi –  possiamo dire la verità? Cuperlo o no, fare il giornalista in questa orgia di dichiarazione è una cosa incredibile». E scattano gli applausi .«Come si può prendersela con i giornalisti?» insiste aggiungendo che accanto ai giornalisti, che hanno un’etica e un ordine «che ci può anche censurare, come è successo secondo me ingiustamente al direttore di Libero, Feltri», c’è quel canale «terribile che è il web dove alle cazz*** si replica con altre cazz*** ancora più grosse». Insomma la ricerca forsennata dei riflettori e dei titoloni da parte degli inquilini del Palazzo ha inquinato l’informazione e per  gli operatori districarsi tra scontri a suon di tweet, selfie sui social, veleni incrociati e fiumi di dichiarazioni incrociate è diventata un’impresa ciclopica.

All’indomani delle europee le parole di Cuperlo, rilasciate proprio a L’Aria che tira («La Lega è il primo partito in Sardegna dove il 33 per cento non termina la scuola secondaria») hanno scatenato un tsunami degno di miglior causa. .«Le parole sono pietre, dovremmo essere tutti più attenti», dice il piddino ospite in studio che, deluso dall’intervento di Sorgi, pretende il rispetto della verità: «Non mi si possomo attribuire cose che non ho mai detto e non ho mai scritto».

 

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