Calenda mi banna da twitter. Si è offeso per le troppe verità pubblicate su di lui

giovedì 20 giugno 6:00 - di Francesco Storace

“Ehi, che ti prende? Non ti avevo visto cosi’ arrabbiato da quando mi cadde il sigaro nella tua pasta del pan di Spagna”. Ricordate Walter Matthau in “La strana coppia“? Era così che si rivolgeva a Jack Lemmon, furente. In un film del genere chiunque tra noi potrebbe interpretare Matthau, ma Lemmon, inimitabile, solo uno come Carlo Calenda può recitarne la parte, quella parte. L’iroso, quello che litiga col mondo intero.
Per fatto personale, l’editore mi perdonerà. Ma vi pare normale che un esponente politico, che sulla tessera del partito che lo ha candidato ha scritto “democratico”, possa mettere al bando così, da twitter, un giornalista, come ha fatto ieri con me? Come una qualunque Alessia Morani.

Un cubano fra noi

Non darò a Calenda del fascista, perché i complimenti se li deve meritare. Un cubano fra noi e non ce ne eravamo accorti. Uno che fa il centrista ha il dovere del confronto senza il diritto all’intolleranza.
“Bannare” chi lo critica senza peraltro averlo preso a parolacce non è un buon esercizio di democrazia.
Anche se, lo confesso rileggendo la collezione d’archivio del nostro giornale, c’è chi ha provato di peggio. Pensate al povero figlio, che due volte al giorno si becca sganassoni da papà Lemmon-Calenda. Un caso clinico. Il padre.
Eppure dovrebbe essere un moderato, viene da Scelta Civica, idolatrava Mario Monti e questo fa già capire quali turbe debbano albergare nel suo cervello appena lo trovano. Recentemente Calenda ha ideato la scissione col timbro: “Se Zingaretti mi dà il permesso esco dal partito, mi tengo l’eurostipendio e me ne faccio un altro“. La malattia dell’esibizionismo fa di questi scherzi. Se lo critichi prende cappello e ti risponde in malo modo. Oppure ti caccia da twitter. “In altre parole, mi stai cacciando fuori? Non in altre parole, queste sono le parole esatte” (sempre dal gustoso film Matthau-Lemmon. Che appunto era un film).
Ma che cosa possiamo aver fatto a questo signore? Si è risentito per la pubblicazione sul Secolo d’Italia dell’elenco di un po’ di suoi finanziatori?
E’ rimasto male perché, come tutti peraltro, abbiamo assistito sconcertati alla sua esibizione in costume sul web, che diciamolo non era poi così esaltante per le masse popolari?
Certo, non abbiamo taciuto di raccontare il suo dormiveglia nelle crisi aziendali quando era ministro. Da Mercatone Uno a Whirlpool, tanto per memoria. Oppure la supponenza inesauribile nel far lezione agli altri ogni volta che c’è una discussione che non lo riguarda nel suo (?) partito.

Se la prende pure col Tg2

Calenda ce l’ha con tutti quelli che non si inchinano al suo incedere e spara sentenze anche sui giornalisti del Tg2. Ma forse gli converrà chiedere consiglio a Luca Lotti su come si fa il giudice perché a lui riesce molto male.
Non sta combinato bene il Pd, tra Calenda che propone le cene tra i leader del partito e Roberto Giachetti che va avanti con una raffica di digiuni. Ma il massimo, il bannator scortese lo raggiunge quando arriva anche ad accusare Goffredo Bettini di avere una testa irrimediabilmente vuota. Ora, che Bettini sia un irriducibile post-comunista non può dubitarlo nessuno; ma che sia senza cervello è davvero una barzelletta che non fa ridere. E’ solo scostumatezza fuori luogo.
Adesso Calenda sta in Europa. Non ci mancheranno i suoi tweet. E nemmeno lui, che comincerà a scazzottare anche lassù. Perché resta irrimediabilmente l’interprete ideale di Scemo & più scemo, anche se non è americano. Nella realtà è invece un furbetto: è nato a Roma, ma si è fatto eleggere altrove. Qui lo conoscono abbastanza. Ha litigato con tutti.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 21 giugno 2019

    Poveraccio !!

  • Giuseppe Tolu 20 giugno 2019

    Poveraccio!!

  • Carlo Cervini 20 giugno 2019

    I nuovi DS sono creature mediatiche delle varie Gruber di turno, piccoli palloni gonfiati, sputa sentenze, luoghi comuni, buonismi alla Capalbio, interessati e buoni solo a rapinare, in nome delle “presunta” eguaglianza, non la loro di Vip, i sudati risparmi di generazioni di italiani…………..anche un consesso di portinaie puo governare e fare politica in questo modo.

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