Berlusconi non molla: «Con una federazione di centrodestra siamo già al 60%». Poi boccia Toti

mercoledì 5 giugno 11:18 - di Redazione

«Penso che le attuali formazioni del centrodestra debbano presentarsi unite alle prossime elezioni costituendo tra loro una federazione che presenti un unico programma e che indichi preventivamente i nomi dei ministri che formeranno il nuovo governo. Un centrodestra così raccoglierebbe secondo i nostri sondaggisti oltre il sessanta per cento dei voti», afferma Silvio Berlusconi, in un’intervista al Corriere della Sera. Sulle polemiche con i dissidenti e i rivoltosi, Berlusconi adotta una linea dura: «Giovanni Toti l’ho sostenuto affinché emergesse. Lo abbiamo candidato ed eletto governatore della Liguria, senza passare da alcuna competizione con altri azzurri e tanto meno da elezioni primarie. Nel nostro sistema maggioritario non c’è davvero spazio per un nuovo partito che volesse essere la copia di Fi. Chiamarsi fuori non ha senso e far cambiare insegna a qualche pezzo di classe dirigente non ha significato politico né prospettive elettorali».

E Salvini? «Non l’ho sentito: perché non mi intrometto nelle dinamiche della maggioranza di governo. La Lega non deve cambiare percorso perché lo chiedo io: deve farlo per sé, per i suoi elettori e per il bene del Paese. Salvini si è reso ben conto che di soli ‘no’ non si vive ma si muore. Chi tra i parlamentari di FI lavora a contatto coi leghisti mi dice che la stragrande maggioranza di loro vuole andare al voto», prosegue Berlusconi. «In caso di crisi, aggiunge, si può provare a dar vita ad un nuovo governo a partire dalla coalizione che è arrivata prima alle elezioni di un anno fa, cioè il centrodestra. La nostra coalizione si è confermata maggioranza nel Paese anche alle Europee e in tutte le elezioni regionali. Io, come la stragrande maggioranza degli italiani, non voglio mai più sentir parlare di ‘governo tecnico’. Gli esecutivi devono avere una legittimazione politica e devono riflettere le scelte degli elettori. Non serve un prestanome, ma un governo forte, espressione della volontà popolare, che possa esercitare appieno le sue funzioni».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

contatore di accessi