«Basta, sono stufo»: è “Guerra dei roses” tra la Boldrini e il sindaco Camiciottoli. Ora lui querela lei

domenica 2 giugno 20:13 - di Redazione

Tra l’onorevole Boldrini e il sindaco  di Pontinvrea Matteo Camiciottoli è in corso la “Guerra dei roses”: solo che, rispetto al celebre film diretto da Danny De Vito e con Michael Douglas e Kathleen Turner, i due contendenti non sono marito e moglie, e non si fronteggiano su un set hollywoodiano ma sui rispettivi account social. Per il resto, il risentimento tra i due è innegabile e l’animosità processuale che lo traduce in aula e lo giustifica in Rete, altrettanto evidente.

L’interminabile “Guerra dei roses” tra la Boldrini e Camiciottoli riprende a colpi di social

Dunque, in un duello senza esclusione di colpi, la guerra tra i duellanti si combatte a colpi di post e difendendosi con stoccate affidate a Twitter: e allora, se la Boldrini aveva querelato Camiciottoli per un post su Facebook, lui ora fa lo stesso e le chiama in causa per un tweet. Non accenna a interrompersi lo scontro legale tra il primo cittadino di Pontinvrea  e l’ex presidentessa della Camera che, stavolta però, va avanti e aggiorna la serie della battaglie a parti invertite. E se, come riportato nelle scorse ore, tra gli altri, dal sito de La Stampa, «a denunciare per diffamazione l’ex presidente della Camera è stato infatti il sindaco che per quel suo post pubblicato su Facebook è stato condannato lo scorso 15 gennaio a 20 mila euro di multa e al pagamento di un risarcimento “per aver leso l’onore e la dignità dell’onorevole”» – fermo restando che, come riferisce sempre il quotidiano di Torino, «secondo il giudice però in quel post “non era stato augurato lo stupro a Laura Boldrini” –, ora il buon Camiciottoli è passato alla controffensiva e, da accusato diventa l’accusatore. Talmente convinto delle sue argomentazioni e del torto subito dalla sua accusatrice numero uno, che in comunicato riportato da La Stampa, avverte: «Ora basta, sono veramente stufo che l’onorevole Boldrini continui a diffamarmi: lo faceva prima del processo che mi ha visto imputato, dicendo che incitavo al suo stupro, continua a farlo oggi quando invece il giudice di primo grado ha escluso nel dispositivo della sentenza che ci fosse da parte mia incitamento allo stupro». Ma cosa ha fatto scattare la nuova vertenza?

Ecco cos’ha detto il sindaco per spiegare la nuova vertenza contro la Boldrini

È presto detto: il nuovo motivo del contendere sarebbe stato originato da un’agenzia di stampa nazionale che il 30 maggio ha riportato il «tweet incriminato» dell’onorevole Boldrini la quale, in un non richiesto commento sulla sentenza sulle «spese pazze» ha scritto: «Non conosco personalmente Edoardo Rixi ma ricordo che mi attaccò per difendere un altro leghista condannato, Camiciottoli, il Sindaco che mi augurò lo stupro per farmi tornare il sorriso». e giù con gli estremi per la diffamazione: stando alla sentenza citata poco sopra, infatti, il verdetto su Camiciottoli esclude che nel caso in oggetto andato a sentenza a gennaio ci sia stato da parte dell’imputato incitamento allo stupro. E allora? E allora si può comprendere la reazione del primo cittadino di Pontivrea che, sempre in una nota stampa (ripresa dal quotidiano torinese citato prima), ha fatto sapere: «Per tutelare la mia immagine e quella dei miei cittadini ho sporto denuncia contro l’onorevole Boldrini. Spero che la Procura di Savona apra un fascicolo e la rinvii a giudizio perché è evidente anche ai non addetti ai lavori, alla luce della sentenza di primo grado, che quello dichiarato su Twitter è diffamazione». Ai giudici, ora, l’ardua sentenza…

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