Amanda torna e accusa l’Italia. Perché è diventata una star? Perché è americana (video)

sabato 15 giugno 15:41 - di Corrado Vitale

Amanda Knox, è il giorno delle lacrime e delle recriminazioni contro la giustizia e i media italiani “Alcuni hanno affermato che con la mia presenza qui stia traumatizzando nuovamente la famiglia Kercher e profanando la memoria di Meredith, ma si sbagliano”. La 31enne americana lo dice partecipando a Modena al Festival della giustizia penale. “So che molte persone pensano che io sia cattiva. So – ha aggiunto- che nonostante la mia assoluzione emessa dalla Corte di Cassazione rimango una figura controversa per l’opinione pubblica, soprattutto e specialmente qui in Italia”, ha sottolineato la Knox puntando il dito contro il “linciaggio mediatico” a cui sarebbe stata sottoposta. “I media hanno concentrato l’attenzione su di me e ai poliziotti serviva un colpevole per questo mi hanno arrestato senza prove e il giorno dopo hanno fatto una conferenza stampa solo per dire che il caso è chiuso”, ha detto la 31enne americana.  “Tanta gente -continua- pensa che io sia pazza a venire qui – ha aggiunto- ho paura di essere derisa, molestata e di ricevere nuove accuse”.  “La prigione mi ha cambiato, nessuno mi credeva, neanche il cappellano con cui ora siamo diventati amici, ma lui almeno non mi ha mai giudicato”.

Raffaele Sollecito: «Perché non hanno invitato anche me?»

Vale la pena ricordare che la vicenda giudiziaria di Amanda e dell’ex fidanzato Raffaele Sollecito si è conclusa senza dissolvere tutti i dubbi su una loro possibile responsabilità nella morte delle povera Meredith. L’assoluzione definitiva è arrivata dopo un iter giudiziario lungo e travagliato. È un caso purtroppo comune. Ma non è solo questo il punto. Il punto è anche capire perché i riflettori si sono nuovamente accesi sulla Knox e su un caso  giudiziario triste e angosciante. Forse dipende tutto dal fatto che la 31enne di Seattle è una cittadina americana e che il controverso caso giudiziario che la riguarda ha avuto una notevole risonanza negli Usa: i giornali d’oltre Atlantico hanno sostenuto a spada tratta la tesi innocentista accusando l’Italia di ogni nefandezza. E si sa che, per gli Usa, i cittadini americani accusati all’estero sono innocenti senza se e senza ma, come il caso Cermis insegna. Che il passaporto di Amanda c’entri qualcosa è dimostrato anche dal fatto che nessuno ha sentito il bisogno di chiamare Raffaele Sollecito, il quale c’è rimasto male per tanta indifferenza nei suoi confronti  “Ho sentito Amanda pochi giorni fa – ha detto il co-imputato  nell’omicidio Meredith-   e in quell’occasione mi ha detto che avrebbe partecipato a questo convegno (il Festival della Giustizia Penale di Modena n.d.r.), al quale io però non sono stato invitato. Non ne so il motivo ma non posso negare di esserci rimasto male, perché il caso è uno e i protagonisti sono pochi – io e Amanda – perciò se ne si vuole parlare serve invitare tutti”.  Si dà però il caso che Raffaele Sollecito sia italiano e che negli Usa abbiano probabilmente dimenticato il suo nome da parecchio tempo.

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 15 giugno 2019

    L’assassina è diventata famosa perché ha ancora protezioni eccellenti nel suo Paese: intervenne la Clinton per farla liberare e i media americani ne fecero una vittima di una condanna ingiusta.

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