A Facebook non far sapere come vorremmo trattare la nave pirata Sea Watch

lunedì 24 giugno 12:33 - di Il Cavaliere Nero 😎

Dai notizia di una posizione politica e arriva Facebook, manco fosse il Tg1 di Carboni e ti cancella dalla faccia della rete, ti annulla, ti umilia, ti mortifica. L’identità che sparisce, il tuo diritto a comunicare viene ingoiato dalle viscere social, sembra Tim quando annuncia che l’utente non è rintracciabile.
E’ qualcosa di incredibile, di inaccettabile, che ti fa venire voglia di mollare il giocattolino miliardario di Zuckerberg, ma non lo fai. Sei un giornalista e anche lì puoi scovare notizie. Ma fa rabbia che ci siano solo le notizie politicamente corrette.

Sessantamila fan all’asciutto

E così può capitare di lasciare a bocca asciutta oltre sessantamila “fan” – si chiamano così – che seguono la tua pagina. Per un mese non avranno tue notizie da lì. E nemmeno dal “profilo”, anch’esso bloccato per un mese. Se ti “traggano” non puoi commentare e passi pure per ignorante.
Ecco perchè: ai censori del social-socialista non è andata giù la pubblicazione su Facebook di uno dei nostri articoli più letti nonostante loro. L’editoriale sulla ruspa marina per affondare la nave pirata Sea Watch dopo aver fatto sbarcare i migranti e arrestare l’equipaggio non lo hanno gradito. E’ una posizione che ha riscontro in una formazione politica italiana come quella di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, ma Facebook ha proibito su una pagina affollata di farla circolare. Demenza intellettuale.

Non pensino di fermarci

Oscurantismo politico. Scemenza. Scegliete voi come etichettare la vergognosa posizione del social.
Non pensino di fermarci. A parte il fatto che siamo ovviamente capaci di fabbricarci altri profili temporanei – oscurateci tutti… – ma ci chiediamo che razza di democrazia è. Vogliamo rivendicare il diritto ad esprimere le nostre opinioni anche se non piacciono a Facebook ed è ridicolo pensare di bloccare la rete. Perché grazie a Dio a nessuno di noi manca l’inventiva per trovare spazi ovunque e soprattutto c’è il Secolo d’Italia che non bloccherete mai. Anche perché è sempre piu forte sul web. Bye bye Zuckerberg.

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