Zingaretti e Usigrai difendono Fazio: «È censura». Gasparri: «Siete patetici»

lunedì 13 maggio 13:18 - di Giovanna Taormina

Soccorso rosso per Fabio Fazio. Nicola Zingaretti e l’Usigrai scendono in campo in difesa del conduttore di Che tempo che fa e gridano alla censura. «Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione», ha scritto il segretario del Pd su Facebook, dopo la decisione della Rai di cancellare tre puntate del programma. «Missione compiuta – ha commentato in una nota l’esecutivo Usigrai – La versione del lunedì del programma di Fabio Fazio chiude in anticipo. Chi ha eseguito l’ordine di Matteo Salvini e di Marcello Foa? Perché è fin troppo chiaro che la pausa per le elezioni europee è solo una scusa, visto che – nel caso – si sovrappone a una sola delle tre puntate ancora previste. Se è vero che l’Ad Fabrizio Salini non sapeva nulla, è evidente che ci sono ormai due aziende: una che risponde agli organigrammi ufficiali, e un’altra parallela che agisce come gruppo autonomo e in coordinamento con ordini che arrivano dall’esterno dell’azienda. È una situazione non più accettabile. Urgente un chiarimento in Cda e in Commissione parlamentare di Vigilanza».

Fazio, la replica di Gasparri

A zittirli ci pensa il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della commissione di Vigilanza Rai: «Ci mancava il vittimismo di Fazio per censure che non esistono. In attuazione delle regole approvate dalla commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, il servizio pubblico deve programmare trasmissioni elettorali con le regole della par condicio, dando voce a tutte le liste presentate alle elezioni europee. Lo spazio dopo le 23, dedicato alle tribune su Rai uno lunedì 20 maggio al posto di Orietta Berti e Frassica che cinguettano, non è quindi una violazione della libertà, ma l’adempimento di un dovere informativo». E poi prosegue: «E poi lunedì 27 maggio Raiuno dovrà fare trasmissioni di commento al voto europeo e amministrativo del giorno prima o dovrà lasciare spazio alle maratone della concorrenza? Ma di che parliamo? Ma basta con la dittatura fazista! Non ci sono censure. C’è poi il diritto di dire che in questi anni Fazio è costato alla Rai, anche come produttore del suo programma, montagne di soldi, con ascolti più bassi di quelli che Rai Uno registrava la domenica sera nel passato». E infine conclude: «Possiamo difendere i “valori dell’antifazismo” e augurarci, lo diciamo con un pizzico di ironia, la “liberazione” del palinsesto di Rai Uno? I faziosi di turno sono patetici. Il vittimismo di Fazio lo è anche di più. I “fazisti” no pasaran».

 

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