Vuoi la laurea? Presentati nuda sotto la toga: e il prof “sporcaccione” finisce alla sbarra

giovedì 9 maggio 14:03 - di Redazione

Sotto la toga, niente: o almeno questa sembra essere stata l’audace richiesta di un prof oggi in pensione che, da quanto emergerebbe da un’inchiesta che ha raccolto diversi casi di studentesse molestate dal docente universitario in cattedra all’epoca dei fatti denunciati e riferiti oggi, tra gli altri, da un servizio de Il Giornale, all’Università degli Studi Aldo Moro, Dipartimento di Taranto.

Vuoi laurearti? Presentati nuda sotto la toga

Un caso, quello registrato dal quotidiano milanese diretto da Sallusti, per cui, a tirar le somme, oggi si parla di «duplice tentativo di concussione, molestie con abuso di potere e di autorità, violenza sessuale e abuso d’ufficio» addebitati al prof «per aver alterato l’esame di una studentessa alla quale aveva aumentato il voto, fissato in trenta e lode, rispetto a quello (di 28) che le aveva assegnato un altro docente. Il tutto all’interno di morbose passioni nutrite nei confronti di quattro giovani donne». I casi, che sarebbero avvenuti all’interno dell’Università degli Studi Aldo Moro, Dipartimento di Taranto, è riguarderebbero un periodo compreso fra il 2012 e il 2016 e investirebbero in tutto il loro potenziale accusatorio un docente universitario oggi 73enne, al centro di un procedimento aperto dal sostituto procuratore della Repubblica Antonella De Luca. Atti che accuserebbero l’accademico oggi in pensione e che, scrive sempre Il Giornale, sarebbero «arricchiti dalle indagini della polizia giudiziaria, dalla documentazione dell’Università degli Studi di Bari acquisita nel 2017, da un rapporto dei carabinieri di Leporano datato novembre 2017, da una querela presentata dallo stesso docente nel gennaio 2018 e da altro materiale probatorio».

E il prof universitario “sporcaccione” finisce nei guai…

Oggi, dunque, per il prof al centro dell’indagine la pubblica accusa avrebbe già chiesto il rinvio a giudizio, mentre le sue presunte vittime – quattro studentesse universitarie individuate dalla titolare dell’inchiesta – sarebbero state indicate nel procedimento come «persone offese», così come parte lesa nello stesso procedimento figurerebbe, come riporta Il Giornale, «l’Università degli Studi Aldo Moro, Dipartimento di Taranto, la cui immagine ha evidentemente risentito della serie di episodi squallidi di cui sono rimaste vittime le studentesse, il primo dei quali risale al 2012». E allora, tralasciando gli altri diversi episodi di approcci sessuali e di passione morbosa a cui, tra palpeggiamenti e proposte pruriginose, avrebbe tentato di dare sfogo il prof  “sporcaccione”, suscita particolare scalpore il caso della giovane, oggi 30enne, a cui il docente universitario secondo l’accusa avrebbe rivolto «l’invito, se voleva laurearsi, di presentarsi in sede di laurea “completamente nuda”, indossando la sola toga». La donna, però, si era ribellata e si era rivolta a un’assistente universitaria. Di questi, come di diversi altri casi di molestie sessuali per cui il docente è finito nel mirino delle accuse e al centro dell’inchiesta, perpetratisi e reiteratisi nel giro di anni, naturalmente il prof respinge ogni addebito, negando qualunque forma di approccio illecito alle studentesse e denunciando, a sua volta, un complotto ordito in ambito universitario ai suoi danni…Ai giudici, e ai posteri, l’ardua sentenza…

 

 

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