Un’ex scuola abusiva piena di clandestini a Milano. La rabbia impotente dei residenti

giovedì 2 maggio 16:04 - di Redazione

Ennesima illegalità conclamata nella ex scuola di via Zama angola via Berlato a Milano, dove un numero imprecisato di clandestini vivono accampati in condizioni igienico-sanitarie disdicevoli senza che il comune piddino faccia nulla. Lo rivela con un’inchiesta esclusiva il Giornale, del quale pubblichiamo anche il video. Dopo anni di sgnalazioni dei residenti, la situazione non si sblocca. Non solo non si parla minimamente di sgombero, ma l’edificio non è nemmeno stato messo in sicurezza. I tre piani della struttura, sottolinea il quotidiano milanese, sono in condizioni inimmaginabili: i corriodi sono dei bagni, con relativa aria irrespirabile, e i nuovi clandestini che arrivano ogni giorno si adattano a dormire ovunque, anche sui pianerottoli, tra ratti e immondizia. Tutti stranieri, tutti clandestini, e sembra che abbiano persino un sistema di subaffitto, e c’è il nome fuori dalla porta. Silvia Sardone, consigliere comunale meneghino candidata alle Europee con la Lega, denuncia la situazione, riporta il GIornale: “Sono entrata qui anche l’anno scorso. In un anno il Comune ha fatto tantissime promesse, ma non è cambiato assolutamente nulla. Qui continuano a dormire immigrati irregolari che spacciano per vivere”. I residenti sono furibondi, raccontano che i loro figli adolescenti prendono l’autobus mentre questi clandestini spacciano e danno fastidio. Inoltre, denunciano, da quando i residenti si sono attivati nel denunciare questo schifo, sono state trovate auto gravemente danneggiate per intimidirli. Inoltre i clandestini buttano l’immondizia fuori dalal finestra senza alcun ritegno, contribuendo allo schifo generale.  “Questo è un autentico buco nero – continua Silvia Sardone – dove l’unico collante che tiene insieme chi ci vive è l’illegalità sistematicamente tollerata dal Pd. Visto il lassismo della sinistra, spero che non si debba arrivare a qualche fatto di cronaca molto grave prima che il Comune si decida a intervenire risolutamente per liberare l’area e ridare serenità agli abitanti del quartiere”.

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