Trentamila sì in piazza a Giorgia Meloni. Per vincere in Europa e sloggiare i grillini

lunedì 20 maggio 6:00 - di Francesco Storace

La proposta è chiara. Nuova maggioranza in Europa, governo sovranista in Italia. Con la loro massiccia presenza trentamila buoni italiani hanno detto sì a Napoli al messaggio di Giorgia Meloni.

Una manifestazione entusiasmante, di quelle che non si vedevano da tempo. La sfida della piazza se l’è aggiudicata la leader di Fratelli d’Italia che non le ha certo mandate a dire anche al partito di Berlusconi: “Votare Tajani vuol dire schierarsi con la Merkel e con Juncker”. Abbiamo dato. E toglietevi dalla testa una leadership di Mario Draghi: i governi dei banchieri non li vogliamo più.

Giornata di festa e di destra

E’ stata una splendida giornata di destra e di festa, con un corteo tricolore immenso. Una cosa rara di domenica mattina con l’incubo della pioggia delle previsioni. Ma è arrivato il sole a suggellare l’abbraccio della destra ritrovata.

In tantissimi sono tornati a salutarsi, si vedevano le mille facce di una comunità dispersa per troppi anni e che ora torna a radunarsi sotto le bandiere di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni ha fatto un capolavoro politico, ci ha regalato una casa a tutti.

La città di Napoli è stata straordinaria non solo per la risposta. Ai balconi striscioni c’erano, ma di benvenuto, nessun segnale di ostilità, davvero una bella giornata di lotta politica.

I messaggi? Soprattutto a Salvini. Da domenica prossima, con voto degli italiani, dovra’ mandare al diavolo gli scappati di casa a Cinquestelle e guardare ad un assetto sovranista con Fdi. Il cambiamento reale passerà di qui.

Lollobrigida, capogruppo alla Camera, scommette sull’effetto sorpresa che sarà rappresentato da Fdi alle urne europee.  Una vecchia volpe di Napoli come Luciano Schifone ricorda che “una piazza di Destra così numerosa ed entusiasta non si vedeva dai tempi di Almirante!

Una leader determinata

Ma anche una leader così determinata ci voleva. Che ha strappato ovazioni ad una folla che non vedeva l’ora di sentire finalmente parlare della difesa dell’unità d’Italia, dei suoi confini, di sicurezza.

Indice puntato da parte di Giorgia Meloni contro una sinistra servile nei confronti degli interessi altrui: il caso della candidatura dell’ex sottosegretario di Renzi, Gozi, nel partito di Macron è significativo. Siamo alla prova provata di una politica antinazionale.

Ma la piazza è esplosa quando la leader di Fdi ha toccato i temi di una politica identitaria che serve proprio in un momento in cui la maggioranza gialloverde balbetta. Se una barca batte la bandiera di uno Stato che non la riconosce, si salvano gli immigrati e si affonda la nave. Se si viene qui e si delinque, si rispediscono nelle carceri dei loro paesi. Le case ai Rom? E che che diciamo ai troppi italiani in mezzo alla strada?

Poi la preoccupazione per un’Europa che soffre la crisi di natalità. Ed è qui che ci vuole un reddito per le famiglie che mettono figli al mondo. “Non vogliamo che si realizzi la minaccia di Erdogan, non vogliamo l’islamizzazione del Continente”.

Se tutto questo arriva al cuore e alla testa degli italiani, davvero domenica arriverà il risultato che non ti aspetti. E in Europa tornerà finalmente una destra vincente.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 20 maggio 2019

    Vai Giorgia, è ora di mandare a casa certa genta@lia

  • Giuseppe Lovergine 20 maggio 2019

    Sono pienamente d’accordo con quello che dice Giorgia Meloni, nel criticare il commento di Silvio Berlusconi, il quale preferirebbe una leadership con Mario Draghi per continuare a sostenere i banchieri. Poi come si può pensare di sostenere ancora Tajani, il quale nel Parlamento Europeo ha sempre voluto avallare le politiche scriteriate ed ingiuste con le quali la Merkel e Junker hanno voluto infliggere alla nostra nazione con l’austerità e la povertà. Se le cose dopo il 26 maggio andranno benissimo sia per FDI che per la LEGA, potremmo finalmente dare una svolta per il sovranismo, salvaguardando le nostre tradizioni e culture.

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