«Terroni votatemi», «onesti quando ci pare»: i finti manifesti di Salvini e Di Maio (video)

mercoledì 22 maggio 13:48 - di Martino Della Costa

C’è persino un video che li riprende affissi su una cancellata a bordo di una strada ad alto scorrimento: lì, in bella mostra, in tutto il loro potenziale anti-propagandistico. Campeggiano per Bologna forse dalla notte tra il 2o e il 21 maggio, o forse solo in quell’arco di tempo sarebbero stati affissi e notati: fatto sta che i manifesti fasulli, evidentemente taroccati, che invitano gli elettori, spregiativamente definiti «terroni» a votare per i due vicepremier Di Maio e Salvini, sono un mistero spuntato in città, su cui indaga la Digos che ha appena aperto un’inchiesta e su cui alcuni esponenti del Carroccio hanno adombrato la possibilità di una denuncia per diffamazione…

«Terroni votatemi», «onesti quando ci pare»: spuntano i manifesti fasulli su Salvini e Di Maio

«Terroni votatemi», si legge su un manifesto in cui figura in primo piano il volto del ministro dell’Interno e leader del Carroccio, Matteo Salvini; «Onesti quando ci pare», gli fa virtualmente eco a poca distanza un secondo, che immortala questa volta il ministro del Lavoro e leader dei cinque stelle, Luigi Di Maio in una smorfia a dir poco beffarda. Platealmente dei falsi, i cartelloni elettorali che prendono di mira i due vicepremier, che stanno animando un caso firmato emblematicamente #castigat, che come spiega il sito de Il Giornale che riprende una notizia lanciata anche dalle pagine locali de la Repubblica, «riporta al latino “castigat ridendo mores”, che indica la capacità di denunciare caratteristiche e fatti tramite la satira». Dunque solo satira elettorale? Chissà: certo che il fatto che indaghi la Digos farebbe pensare a qualcosa di più. E del resto sui poster “incriminati” appaiono i due volti di Salvini e Di Maio corredati da didascalie irriverenti che recitano ora «più armi nelle scuole» – riferito alla politica di sicurezza del ministro dell’Interno – ora, «stupido ma onesto», che sarebbe l’auto-definizione che nello slogan pubblicitario taroccato riserverebbe a stesso il ministro del Lavoro grillino. nel frattempo, mentre la Digos ha aperto la sua indagine per individuare gli autori, sul caso che monta di ora in ora a Bologna, la Lega ha annunciato di presentare un esposto che sanzioni la diffamazione in corso, chiedendo anticipatamente la rimozione immediata delle «affissioni abusive e gravemente offensive contro Salvini effettuate da un gruppo ben identificabile».

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