Svolta nel mistero di Esmeralda, bimba rom scomparsa nel nulla. La madre confessa: l’ho soffocata

domenica 19 Maggio 11:28 - di Redazione

Un mistero, quello della piccola rom Esperanza svanita letteralmente nel nulla a Cagliari dopo l’incendio del camper in cui viveva con i genitori, durato mesi, alimentato dal sospetto e che solo oggi accredita una verità sempre ipotizzata, ma mai acclarata da una confessione. Un mistero che, intanto, ha portato in carcere padre e madre della bambina di cui ancora non si trova il corpicino e che per gli inquirenti al lavoro sul caso sarebbe stata uccisa proprio dai genitori.

Esmeralda, la bimba rom scomparsa nel nulla: il giallo a una svolta

Un mistero, si diceva, a cui la madre della piccola vittima, Dragana Seferovic, ha finalmente voluto porre fine nell’ultimo interrogatorio davanti al pm quando, rompendo il silenzio di mesi, ha addebitato a sé stessa la responsabilità dell’omicidio della figlia, scagionando di fatto il coniuge. E infatti, secondo quanto riferito in queste ore in anteprima dall’Unione sarda che segue il caso dal primo istante, la donna avrebbe spedito dalla cella al marito sei lettere in cui, oltre a chiedergli perdono, di fatto lo de-responsabilizzerebbe di ogni addebito sulla scomparsa della figlia: una confessione arrivata dopo mesi in cui i due si sono rimpallati accuse e responsabilità, reiterando in un atteggiamento inattendibile e assai poco collaborativo. In calce alla missiva, infine, la donna dopo essersi addossata tutte le colpe, chiede al marito di occuparsi degli altri figli.

La madre confessa: l’ho soffocata io, mio marito non c’entra. Mistero sul movente

Sul movente del delitto e in merito ai dettagli che servirebbero a chiarirlo, però, la donna dice poco e al magistrato rivela solo che la bambina di 20 mesi sarebbe morta soffocata. Manca il movente e una più precisa ricostruzione della dinamica dei fatti. Anche per questo la confessione della donna è ancora al vaglio degli inquirenti che ne stanno passando al setaccio parole e “non detti”, rivelati dopo mesi di silenzi e bugie da una persona giudicata dagli inquirenti non attendibile. Le uniche certezze sul caso al momento riguardano solo quanto sottolineato tra gli altri da Il Giornale che, nel riprendere e rilanciare il servizio del quotidiano sardo, spiega, che si sa solo «con certezza che Esperanza era nata prematura e sembra che dopo il parto la madre abbia attraversato un periodo difficile. Ultima di cinque figli della coppia, la piccola risulta sparita dal 23 dicembre scorso, giorno in cui il furgone dove la famiglia viveva è stato distrutto da un incendio mentre era parcheggiato al villaggio dei Pescatori di Giorgino, alla periferia di Cagliari».

Intanto il corpo non si trova: l’unica certezza è che la piccola non c’è più…

Al momento, dunque, la coppia rom di Slavko Seferovic e la moglie Dragana sono chiamati entrambi a rispondere di omicidio aggravato, occultamento di cadavere, simulazione di reato e incendio doloso. I coniugi hanno più volte cambiato versione sull’accaduto davanti agli investigatori, dicendo prima che il corpo di Esmeralda era stato nascosto in un frigorifero e successivamente buttato in una discarica a Dolianova; poi, cambiando versione, hanno sostenuto che i resti della piccola sarebbero stati bruciato e poi gettati nel rio Cixerri… Insomma, ad oggi, l’unica certezza è che Esmeralda è morta, che il corpo è stato ulteriormente sfregiato e poi occultato e che le due persone che avrebbero dovuto proteggerla e crescerla hanno messo fine alla sua brevissima esistenza in un modo turpe e ancora troppo oscuro.

 

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