Salvini replica al Papa: se arrivano troppi barconi è caos. Questo è ciò che vuole il Santo Padre?

venerdì 3 maggio 10:45 - di Redazione

Nella campagna per le elezioni europee c’è in campo anche il Vaticano, con le esternazioni di papa Francesco contro i nazionalismi aggressivi e contro le tentazioni egoistiche che sarebbero sottese alle scelte sovraniste.

“La Chiesa – ha detto ieri papa Francesco nel corso dell’udienza in Sala Clementina – osserva con preoccupazione il riemergere, ovunque nel mondo, di correnti aggressive verso gli stranieri, specie gli immigrati, come pure quel crescente nazionalismo che tralascia il bene comune”. “Così – ha aggiunto – si rischia di compromettere forme già consolidate di cooperazione, si insidiano gli scopi delle Organizzazioni internazionali e si ostacola il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile” fissati dall’Onu. Ed è stato ancora più esplicito quando ha sottolineato che la Chiesa è contraria al “nazionalismo conflittuale che alza muri”.

Un chiaro riferimento al muro eretto da Viktor Orban che Matteo Salvini ha visitato definendosi “felice di vedere dal vivo il sistema di protezione dei confini adottato dal governo ungherese per contrastare l’immigrazione clandestina”. Un’iniziativa che Salvini torna ad  elogiare replicando direttamente al Papa.

Edificando il muro, ha detto il ministro degli Interni a Fidenza, Viktor Orban “ha ottenuto il risultato, adesso in Ungheria gli ingressi illegali sono pochissimi. L’integrazione è possibile solo se i numeri sono sotto controllo, lo dico anche al Santo Padre che parla sempre di porti aperti, avanti tutti”.  “L’integrazione è possibile -ha aggiunto- se i numeri sono sotto controllo. Se ne arrivano 100-200mila all’anno con i barchini e con i barconi è il caos e io non voglio il caos e penso che neanche il Santo Padre voglia il caos”.

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