Salerno, mazzette in ascensore per ottenere sentenze favorevoli. Coinvolti due giudici (video)

mercoledì 15 maggio 13:35 - di Mia Fenice

Quattordici arresti, tra cui due giudici tributari della sezione distaccata della commissione tributaria di Salerno. Questo il bilancio dell’operazione del Nucleo di polizia economico finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno. Sono accusati dalla Procura della Repubblica di Salerno di corruzione in atti giudiziari. In particolare, gli indagati di cui due giudici tributari della locale Sezione distaccata della Commissione Tributaria Regionale della Campania, due dipendenti amministrativi presso il predetto ufficio, sei imprenditori e quattro consulenti fiscali avevano costituito un efficace sistema per pilotate l’iter procedimentale e condizionare, a favore degli imprenditori corruttori, l’esito di procedimenti tributari originati da accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza di Salerno. Il passaggio di denaro avveniva sempre in contanti, il giorno prima della decisione della commissione Tributaria  ed in luoghi particolari, quali l’ascensore della commissione. Gli importi pagati ai due giudici per ottenere le sentenze favorevoli oscillavano tra i 5 e i 30mila euro.

Corruzione, l’inchiesta

Gli accertamenti svolti hanno consentito, allo stato, di individuare dieci procedure il cui iter é stato condizionato dalla corruzione. Complessivamente, da una prima stima, le imposte evase, gli interessi maturati e le sanzioni amministrative annullate con le decisioni condizionate dalla corruzione ammontano a circa 15 milioni di euro. Una società di Siano (Salerno), ad esempio, ha ottenuto, tramite la corruzione, la cancellazione di un debito di oltre otto milioni di euro; per un’altra, di Salerno, invece, la somma contestata ed annullata raggiungeva quasi il milione di euro.       Oltre ai provvedimenti cautelari sono state eseguite perquisizioni anche negli uffici della Commissione Tributaria e nelle abitazioni e negli studi di altri professionisti indagati la cui posizione e in corso di valutazione. Ad uno dei due dipendenti della Commissione Tributaria, sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 50 mila euro in contanti.

Parla il procuratore della Repubblica

Come riporta Repubblica, il procuratore reggente di Salerno, Luca Masini ha spiegato in conferenza stampa che «le corruzioni erano immediate. Abbiamo messo la parola fine. In un caso, le sanzioni tributarie contestate nell’accertamento ammontavano a sei milioni di euro. In media, le mazzette andavano dai 5mila ai 30mila euro, suddivise tra i due impiegati che contattavano gli imprenditori o i loro fiscalisti per proporre le corruzioni. Le somme venivano consegnate in contanti, quasi sempre il giorno prima della decisione. Durante le perquisizioni sono sta sequestrati 50mila euro in contanti nell’abitazione di uno degli impiegati e migliaia di euro nell’abitazione dell’altro».

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