Roma, casa popolare ai rom: tensione a Casal Bruciato, rabbia e lacrime tra i residenti

martedì 7 maggio 13:11 - di Paolo Sturaro

Alta tensione a Roma. Restano nel cortile condominiale di via Sebastiano Satta i residenti di Casal Bruciato in presidio per allontanare la famiglia rom assegnataria dell’alloggio popolare al civico 20. In 14, scortati dalle forze dell’ordine, si sono allontanati in macchina dall’appartamento e, obiettivo degli abitanti del quartiere, è di non farli rientrare.

La rabbia dei residenti di Casal Bruciato

«Mi sono comprata questa casa con i sacrifici per dare un futuro ai miei figli. Fra 2 anni e 8 mesi finisco di pagare e oggi non mi vale più un euro. Mi devono ridare i soldi, io li rivoglio tutti», urla Teresa, 52 anni e madre di due figli. Piange mentre racconta all’Adnkronos l’esasperazione per l’ingresso coatto dei nuovi e indesiderati inquilini. Quattordici rom dal campo La Barbuta a Casal Bruciato. «Io me li ritrovo sullo stesso pianerottolo. Ho saputo ieri dei “vicini” mentre ero al lavoro, mi hanno chiamato e sono arrivata alle 13 – racconta ancora la donna – Io e gli altri proprietari stiamo pensando di andare a protestare in Campidoglio per difendere i nostri diritti».

Ghera: «È razzismo al contrario che penalizza gli italiani»

«È l’ennesima situazione che vediamo nelle periferie di Roma dove l’amministrazione a 5 stelle privilegia rom ai cittadini. Circa il 50% delle case viene assegnato agli stranieri, grazie al punteggio puntualmente a loro vantaggio. È una bomba sociale», ha detto all’Adnkronos Fabrizio Ghera, capogruppo alla regione Lazio di Fratelli d’Italia, presente a Casal Bruciato insieme ai residenti. «Abbiamo avanzato una proposta di legge regionale per inserire il criterio della residenzialità, dando cioè un punteggio maggiore per le case popolari, gli asili e i servizi sociali a chi è residente da più anni per evitare che ci sia il razzismo al contrario che penalizza gli italiani e fa crescere l’allarme sociale nei quartieri periferici».

Le prese di posizione di comitati di quartiere

La polemica cresce come crescono le proteste. Spuntano le foto dei rom che fanno la spesa a Casal Bruciato scortati dalle forze dell’ordine. È veramente ridicolo e offensivo che in nostri agenti debbano essere impiegate per questi ” servizi “. Mi raccomando, mettetegli anche a disposizione le auto blu, per essere ancora più ridicoli», scrive Franco Pirina, del Caop-Ponte di Nona.

«Ma quanto costa e soprattutto, quanto ci costa, l’assegnazione di una casa ad un rom anziché ad un italiano?», dice a sua volta Stefano Borrelli, portavoce del Comitato spontaneo di Casal Bruciato. «Ricordiamo che il procedimento “nella legalità” per l’assegnazione è a grandi linee questo: i rom occupano abusivamente delle aree rendendole discariche a cielo aperto; vivono nel degrado e nell’illegalità totale; creano roghi tossici avvelenando l’aria che noi tutti, compresi quei moralisti finti buonisti, quotidianamente respiriamo. Poi un bel giorno si decide di sgomberarli perché, accidenti, fanno veramente dei danni. E allora prendono i famosi 18 punti, e come un missile salgono in vetta alle liste per l’assegnazione della casa popolare. Ecco li che li ritroviamo in un appartamento a Via Satta».

 

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