Radio Radicale, bocciati gli emendamenti, salta la proroga, pioggia di ricorsi

martedì 21 Maggio 16:29 - di Redazione
La conferenza stampa di Radio Radicale contro la chiusura

E’ in bilico in queste ore il destino di Radio Radicale: sono stati bocciati gli emendamenti al “Decreto Crescita” in Commissione Bilancio e Finanze della Camera per salvare Radio Radicale, compreso quello presentato dalla Lega e quello di Fratelli d’Italia, che avrebbero consentito una proroga di sei mesi della convenzione, con una copertura di 3,5 milioni. E ora contro la pronuncia di inammissibilità dell’emendamento proposto e che ne avrebbe consentito la sopravvivenza per alcuni mesi, l’unica strada praticabile resta quella dei ricorsi alle Commissioni competenti, Bilancio, presieduto dal leghista Claudio Borghi, e Finanze, presieduta dalla Cinquestelle, Carla Ruocco.

«Abbiamo presentato ricorso sull’ammissibilità degli emendamenti al Decreto Crescita sul rinnovo della convenzione fra la società editrice di Radio Radicale e il Mise – rivela Mollicone – E’ una battaglia per la libertà dell’informazione».

«Radio Radicale non può, da oggi, sostenere né gli stipendi dei dipendenti, né le spese di produzione come l’accensione degli impianti. Il governo sta spegnendo un servizio di informazione puntuale e autorevole. Di Maio vuole essere ricordato come il ministro che ha chiuso Radio Radicale? – si chiede Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Cultura – Proroghi la convenzione, non abbiamo piú tempo».

«Faremo ricorso – annuncia su Twitter, anche il deputato Pd, Filippo Sensi – A che gioco stanno giocando sulla pelle di lavoratori e diritto all’informazione? Si prendono una responsabilità gravissima».

Intanto Radio Radicale ha convocato una conferenza stampa con il direttore Alessio Falconio alla quale partecipano l’amministratore delegato Paolo Chiarelli, l’editore Maurizio Turco e, in collegamento telefonico dall’ospedale San Carlo di NancyRoberto Giachetti, ricoverato in conseguenza dello sciopero della fame e della sete che il deputato Pd sta portando avanti contro la chiusura dell’emittente.

«Ruocco e  Borghi non spengano la fiammella di speranza per Radio Radicale», si appella Roberto Giachetti sollecitandoli ad accettare il ricorso sull’ammissibilità degli emendamenti che prorogano la durata della convenzione dell’emittente di Torre Argentina con il Mise.

Nei corridoi di Montecitorio c’è chi giura che, alla fine, stasera, si troverà una quadra. E che Borghi e Ruocco accoglieranno i ricorsi e la faccenda finirà in aula. Con ogni probabilità, insomma, alla fine la proroga ci sarà.

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