Pippo Baudo “spara” su Grillo, Salvini, Conte e Di Maio (cantando «era meglio la Dc»)

31 Mag 2019 11:40 - di Fulvio Carro

Nostalgico della Dc lo è sempre stato. E non l’ha mai nascosto. Pippo Baudo è sempre stato là, per di più nella corrente di sinistra. Nel famoso ventennio berlusconiano si è sistemato all’opposizione, con toni più eleganti e moderati rispetto a quelli degli ultrà “dem”. A volte si è presentato alle manifestazioni in sostegno dei candidati ulivisti, alla “prodiani di tutto il mondo unitevi”. Era da un bel po’ che non dava giudizi. Ma Repubblica è andato a stuzzicarlo e lui ha subito scritto le pagelle. Tenero con Grillo, meno tenero con gli altri, poco (ma davvero ) poco tenero con Salvini. «Per me il successo del Movimento è stata una sorpresa, non un miracolo. Io vorrei che Grillo fosse felice ma secondo me la politica gli ha dato l’infelicità. Il suo ruolo di leader non è riconosciuto dagli altri. Finché c’era Gianroberto Casaleggio il binomio era perfetto, con il figlio Davide non hanno lo stesso feeling. È politicamente infelice perché non ha raggiunto gli obiettivi che lui voleva. Si ricorda la traversata dello Stretto di Messina a nuoto? Con qualche braccia ha conquistato la Sicilia». Meglio come comico? «Era bravo ma non aveva testi forti», risponde Baudo ricordando: «Gli misi accanto due autori super. Uno era Luca Goldoni, l’altro Stefano Benni. Sono rimasti amici».

Pippo Baudo attacca da nostalgico dc

Soffermandosi sulla situazione italiana, Baudo sottolinea: «Ai miei tempi c’era un gentleman agreement, erano tempi più nobili, più rispettosi. Zaccagnini, Nenni. La cattiveria la vedo nella rivalità politica che tocca punte estreme. Ci si offende, ci si insulta. Il duello tra Salvini e Di Maio è feroce, ogni volta si scaricano un’accusa più violenta. Non c’è giornata senza polemiche e la gente o se ne frega o si assuefà. Ho l’impressione che non possa durare a lungo». Di Maio, invece, è «un miracolo, lui davvero. Per uno che faceva quel mestiere lì, lo steward senza titoli di studio, ne ha fatta di strada. Si prepara bene, è molto volenteroso, ma è difficile governare questo Paese». Come lo governa Conte? «Non riesco a capirlo. Parla benissimo e non dice nulla. Come Forlani. Per questo sta bene a tutti. Ma la grande rivelazione è Mattarella». Quanto all’Italia di questi anni, Baudo spiega: «Vedo l’Italia di oggi tristanzuola, malinconica. La gente rimane chiusa in casa e si avverte la paura del domani. Ed è un’Italia incattivita». Colpa di Salvini? «Salvini parla alla pancia del Paese», risponde Baudo che aggiunge: «È un male perché la pancia spesso borbotta e alla fine esplode. La capacità empatica ce l’ha, non c’è dubbio. Il suo linguaggio molto semplice arriva. Se oggi De Gasperi si affacciasse al balcone non lo seguirebbe nessuno. Esce Salvini e la gente sta là sotto. Non so se così il Paese cresca culturalmente».

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