«Non sei il benvenuto». Rimosso uno striscione contro Salvini. E c’è chi grida alla censura (video)

lunedì 13 maggio 14:18 - di Stefania Campitelli

Nuove provocazioni e polemiche contro Matteo Salvini durante il suo tour elettorale in provincia di Bergamo. «Non sei il benvenuto». Poco prima dell’arrivo a Brembate del ministro dell’Interno, atteso per una iniziativa politica, dalle finestre di un’abitazione privata è apparso uno striscione non proprio tenero nei confronti del leader leghista. Su ordine della Questura lo scriscione è stato rimosso dai Vigili del fuoco con l’ausilio di una gru. Tanto è bastato per far gridare alla censura.

La notizia della rimozione, con relativa denuncia, è partita dalla lista civica “Siamo Brembate e Grignano” con un post indignato su Facebook. «Questa mattina per l’arrivo del ministro dell’Interno Matteo Salvini a Brembate un cittadino ha voluto pacificamente e legittimamente esprimere il proprio dissenso esponendo uno striscione dalla propria abitazione privata. Per rimuoverlo sono stati scomodati i Vigili del fuoco pagati con le tasse di tutti i cittadini per consentire campagna elettorale a una lista che poi propone la riduzione delle tasse! E’ questa la democrazia che vogliamo? Sono questi i rappresentanti che vogliamo alla guida di Brembate e Grignano?». Non è stato da meno il sindaco di Bergamo (quello che ha utilizzato il tricolore per pulire una targa), il democratico Giorgio Gori, che ha pubblicoato su Twitter le foto dello striscione e dell’intervento dei vigili alzando la polemica.  «Stamattina alle 9 Salvini parlava a Brembate a un’iniziativa di partito. Una signora ha esposto alla finestra uno striscione. Poco dopo lo striscione è stato rimosso dai vigili del fuoco. Domando: chi ha dato loro l’ordine di intervenire? A che titolo?». Gli fa eco il segretario del Pd di Bergamo Davide Casati che parla di «inspiegabile» rimozione. Altri esponenti dem hanno addirittura denunciato un clima di censura mentre i cittadini sono divisi. A smorzare i toni ci pensa lo stesso Salvini sottolineando anche di essere all’oscuro dell’episodio: «Finché c’è colore e non provano a baciarmi, in democrazia ognuno fa quello che vuole,  l’importante è che non ci siano problemi di ordine pubblico», ha detto da Brembate prima di intrattenersi con dei simpatizzanti in un bar.

 

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