Milano, cresce la tensione per il Salvini-day. Dai “rossi” minacce e provocazioni

sabato 18 Maggio 13:10 - di Francesca De Ambra

A Milano è prevista pioggia nel pomeriggio. Ma la Lega e Salvini saranno fortunati se a cadere sulle loro teste e su quelle dei tantissimi provenienti da tutta Italia che presumibilmente gremiranno Piazza Duomo sarà solo l’acqua del cielo e non qualcosa di solido. Dopo tanto tuonare di antifascismo in talk-show e giornali, Repubblica in testa, sarà un vero miracolo se la “resistenza democratica” al Salvini-day si limiterà agli striscioni sui balconi, a qualche patetico flash-mob e a qualche pacifico controcorteo.

Vandalizzata una sede della Lega in zona Ticinese

Le premesse non sono però delle migliori: una sede della Lega, in zona Ticinese, è stata vandalizzata mentre fuori dall’università Statale è stato rimosso uno striscione inneggiante all’omicidio politico. Ci sarà anche un vero contro-corteo della sinistra più radicale mentre Anpi e Cgil se ne staranno al chiuso di Palazzo Marino a discettare, dopo un superbo sforzo di fantasia, di un’Italia e di un’Europa «pienamente antifasciste». La zona dei Navigli sarà invece teatro di diversi flash-mob con protagonista Zorro, l’eroe mascherato «responsabile», stando alle recenti biografie, della prima delusione umana del giovanissimo Salvini. Zorro lo ritroviamo anche come premio della “caccia al tesoro” organizzata per individuare i balconi che esporranno i numeri dall’uno al quarantanove, perfido  riferimento ai milioni di euro indebitamenti percepiti dalla Lega. Ma Salvini, che da ministro dell’Interno è anche il responsabile dell’ordine pubblico, getta acqua sul fuoco: «Basta che stiano tranquilli, ognuno può fare quello che vuole». Neanche la pioggia che cadrà nel pomeriggio sembra turbarlo: «Stiamo cambiando la storia dell’Europa, non ci fermeranno due gocce d’acqua».

Alla Statale rimosso uno striscione inneggiante all’omicidio politico

Ed in effetti la manifestazione milanese s’annuncia imponente. Salvini guiderà il corteo che, partenza alle 15, da Porta Venezia arriverà in Piazza Duomo e poi chiuderà il comizio dopo che al microfono si saranno alternati i suoi ospiti stranieri: da Marine Le Pen a Geert Wilders, dai tedeschi di Alternative fur Deutschland agli austriaci di Fpo, i partiti euroscettici hanno raccolto l’invito del leader leghista «a lasciarsi alle spalle l’Europa della Merkel, di Soros e dei fondamentalisti islamici». L’obiettivo è gremire Piazza Duomo con centomila persone. Di sicuro, «senza scorta e senza cordoni», ci sarà anche Carlo Calenda, capolista nel Nord-Est per il Pd. Una presenza polemica, quella dell’ex-ministro di Gentiloni, decisa dopo aver visto che Salvini aveva inserito il suo volto tra i «lui non ci sarà» in vista della manifestazione odierna. Invece, ci sarà: «Mi sono rotto di farmi dire da te dove sarò o dove non sarò. Quindi io ci sarò. Ci vediamo domani».

 

 

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