Ma che ridicola ‘sta storia dei sondaggi proibiti a causa della par condicio….

domenica 26 maggio 6:00 - di Francesco Storace

Comanda ancora Scalfaro. Questa roba del divieto di pubblicare sondaggi nei quindici giorni che precedono le elezioni è una boiata pazzesca. La volle l’ex presidente della Repubblica contro Berlusconi, quando nacque il defuntissimo governo Dini, fine 1994-inizio 1995, con il ribaltone. Inizialmente per garantire parità di condizioni tra le forze politiche, poi “perfezionata” nel 2000 proprio contro le rilevazioni dei sondaggisti. Una legge per trattare gli italiani come imbecilli.
Anche perché i sondaggi circolano ovunque, a partire da quelli fasulli. Non c’è diffamazione se non sono pubblicati, veri o no che siano. Complimenti al legislatore. Però, ed è la cosa più ridicola, si possono conoscere gli exit poll – reali? falsi?, chissà – di chi in questi giorni in Europa ha votato prima di noi. E i titoli dei giornali su quei “risultati” non “orientano” forse l’elettorato più di un sondaggio?

Scemi pure in Europa

Pensiamoci bene a quanto è scema persino la disciplina comunitaria. Chi vota prima può diffondere solo gli exit poll e non i risultati reali. Che poi ci chiediamo a quanti italiani che andranno oggi ai seggi possa fregare qualcosa di come votano gli olandesi…
Ha fatto più che bene nei giorni scorsi Luigi Crespi a violare apertamente la par condicio rendendo noti i dati di un sondaggio. Perché non se ne può più di un divieto ridicolo che il Parlamento farebbe bene ad abrogare con sollecitudine.
Mentre andiamo a votare, sappiamo tutti sui nostri telefonini, ad esempio, quali sono le cinque forze politiche che si divideranno i seggi europei. La gara è tra la Lega, i Cinquestelle, il Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia. E solo perché i sondaggi sono “segreti” Berlusconi si è permesso il lusso di mentire sui dati a proposito della destra della Meloni. Stasera sarà smentito lui, ma sarà tardi. E’ un’ipocrisia da spazzare via.

Tiggì peggio dei sondaggi

In pratica siamo tra i pochi proibizionisti del mondo. Il popolo non deve sapere. Come se fosse un delitto che chi non segue la politica direttamente voglia verificare come la pensa la maggior parte degli italiani. Che male c’è? Si fa influenzare? E che cosa cambia di grazia? La realtà è che emerge, con quelle norme, il disprezzo per la gente. Tutti più condizionabili dai numeretti che non, ad esempio, da telegiornali e giornali apertamente faziosi. Le loro fakenews non sono meno pericolose.
In realtà – ed è l’unica verità che conta – i sondaggi orientano più la classe politica che l’elettorato. E’ proprio in base a quei numeretti che spesso si decidono scelte politiche che altrimenti non si sarebbero prese. Viviamo il tempo in cui conta più la pancia che la testa. E manca una politica capace di spiegare quello che vuole fare. Dicono al popolo “facciamo quello che volete voi”. Ma sempre prima del voto, salvo poi smentirsi una volta a Palazzo.
Intanto, sempre meno gente si reca alle urne. A conferma dell’assenza di una rappresentazione reale del popolo. Ma una legge per tagliare i seggi che corrispondono all’assenteismo popolare non la faranno mai. Ma così è la democrazia a scomparire. E tutto per paura dei sondaggi… Roba da emoticon.

Commenti

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  • Carlo Cervini 27 maggio 2019

    Tutto regolare, in Italia più una legge è assurda o a favore o contro qualche personaggio, più diventa inamovibile ed eterna…………..esattamente come le tasse, le gabelle e le accise.

  • Giuseppe Tolu 27 maggio 2019

    Buonasera Dottore, si ricorda di quella fiammella? A me sembra già un falò, bisogna crederci.
    Mi scusi per aver postato in uno spazio non adeguato, pur condividendo quanto sopra.

  • Il Patriota 26 maggio 2019

    Scalfaro, uno dei peggiori presidenti mai avuti, era sempre stato un bacchettone. Da deputato o senatore, in un ristorante schiaffeggiò una signora perchè era troppo scollata secondo il suo parere. Abituato alle confessioni ipocrite, dove era prevista l’esame di coscienza prima di avvicinarsi al confessionale, ha ritenuto di fare lo stesso con le elezioni, come se gli elettori fossero talmente imbecilli da non essere disturbati durante la giornata dell’esame di coscienza. Cose fuori dal mondo!

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