La tv dei ragazzi? È una miniera d’oro per tutti tranne che per la Rai

lunedì 20 Maggio 16:12 - di Penelope Corrado

Per essere un governo del cambiamento ha cambiato davvero poco. Almeno in Rai. Prendete quanto sta accadendo a Rai YoYo e Rai Gulp. La televisione per bambini e ragazzi è in continua espansione. In Italia muove più di cento milioni di pubblicità all’anno. Un segmento di televisione che è ritenuto una vera e propria miniera d’oro. Da tutti, tranne che dai vertici di viale Mazzini. In Rai, infatti, la miniera è soggetta da due anni a continui crolli. Gli ascolti dei canali per bambini e ragazzi sono infatti in caduta libera. Tra il silenzio generale di addetti ai lavori e degli stessi dirigenti.

Rai YoYo e Rai Gulp, cronaca di un disastro

Un’emergenza che non sembra essere in agenda, finora, al settimo piano di viale Mazzini. I fatti sono noti. Da due anni, da quando il dg renziano Antonio Campo Dall’Orto decise di esautorare Massimo Liofredi, reo di non essere di area centrosinistra, i canali di Rai YoYo e Rai Gulp sono stati affidati a Luca Milano. Un veltroniano arrivato da Rai fiction per dare “slancio” e “nuove idee” ai due canali tematici. Come sua vice, i vertici della Rai targata Pd, hanno scelto Maria Bollini Lucisano, autrice e produttrice tv, già vicedirettore del CP di Torino, in curriculum trasmissioni come Solletico e la Melevisione.

Ascolti in caduta libera con il tandem Milano-Bollini

Purtroppo, dopo i proclami, i risultati sono stati disastrosi. Il tandem Milano-Bollini è sbandato paurosamente. E con loro l’intera struttura. Gli ascolti sono crollati. Rai YoYo ha perso 30mila spettatori (155mila a 131mila. Raffronto aprile 2017, aprile 2019) resta comunque primo del digitale per bambini (ma ha il vantaggio rispetto ai concorrenti di essere l’unico canale senza pubblicità). Slitta invece al terzo posto (prima dell’arrivo della dirigenza in quota Pd era primo) tra i canali digitali Rai. Un vero e proprio tracollo invece per Rai Gulp (da 53mila a 29mila, aprile 2017, aprile 2019). Precipita negli ascolti arrivando a essere il settimo canale tematico tra quelli per ragazzi e diventa il canale meno visto del digitale Rai (dietro anche a Rai Storia). Della situazione degli ascolti si sono pesantemente lamentati sia Rai Pubblicità che Rai Com che vedono penalizzata anche la vendita e la distribuzione legata ai gadget per bambini. In Cda, invece, nessuno se n’è ancora accorto.

Eppure, tra i concorrenti, gli investimenti sulla tv kids continuano. Nel maggio 2017 è arrivato anche Pop (al numero 45 del digitale terrestre), emittente di Sony Entertainment per i bambini fino a 9 anni che arriva dalla Gran Bretagna. Le potenzialità ci sono. Qualcuno avverta viale Mazzini…

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