La prof anti-Salvini fa la vittima: «Non sono faziosa, non dovevo essere sospesa»

venerdì 17 maggio 11:15 - di Paolo Sturaro

È amareggiata la prof anti-Salvini che, a Palermo, è stata sospesa dall’insegnamento per due settimane. Il suo pianto divide, in molti non le credono. O le credono solo in parte. Rosa Maria Dell’Aria dice di aver dedicato una vita alla scuola. E che quel video in cui gli studenti hanno paragonato il decreto sicurezza alle leggi razziali era il «risultato dell’elaborazione dei ragazzi». Perciò, a suo dire, «non c’era faziosità». Poi aggiunge – come riporta il Giornale – che «nessuno è stato bloccato, represso o rimproverato». Ma sì, si è parlato di diritti umani. E guarda caso a non rispettare i diritti umani sono coloro che si oppongono all’immigrazione selvaggia. E – sempre guarda caso – sotto accusa finisce Salvini, il demonio. Bisogna dire che questa abitudine non riguarda solo questo caso, molte sono le proteste che vengono fuori a causa della politica che i professori fanno in classe. A Roma addirittura c’è stato lo sciopero al contrario, in piazza contro Salvini sono scesi i prof e non gli studenti. Alle elementari i canti natalizi sono stati sostituiti da Bella Ciao. Alle scuole medie giungono altre proteste da parte di genitori che denunciano i docenti che approfittano di stare in cattedra per indottrinare (a sinistra) gli alunni. Una vergogna che dura da decenni, basti pensare – tanto per citare qualche esempio – alle lezioni di scienze con le piante a forma di faccia di Berlusconi o ai testi dei libri di Storia con pagine “strappate”. Nel caso della prof anti-Salvini Palermo, però, c’era stata una precisa segnalazione su Twitter: «Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo dove una prof, per la Giornata della Memoria, ha obbligato i quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?». È stata analizzata la vicenda ed è partita la sospensione. Ora le lacrime, che sembrano più di rabbia che di pentimento.

Commenti

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  • MICHELE MASTROMARINO 17 maggio 2019

    Eppure non è una professoressa giovane, dovrebbe conoscere meglio la storia.

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