Il Viminale diffida la Ong tedesca Sea Watch: non avvicinatevi alle acque italiane

mercoledì 15 maggio 17:50 - di Redazione
La nave dell'Ong tedesca Sea Watch

Il Viminale diffida formalmente la Ong tedesca Sea Watch ad avvicinarsi, con la sua nave, Sea Watch 3, alle acque territoriali italiane con il suo carico di clandestini raccolti a poche miglia dalle coste libiche.

«Nave di Ong tedesca, con bandiera olandese, raccoglie 65 immigrati in mare libico. Ho appena firmato una diffida – rivela dal proprio profilo social il ministro dell’Interno, Matteo Salvini mentre sta presiedendo al Viminale il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica – ad avvicinarsi alle acque territoriali italiane. I nostri porti sono, e rimangono, chiusi».

L’avvertimento è diretto alla Ong tedesca che già più volte ha sfidato l’Italia nei mesi scorsi e che il oggi ha annunciato di aver preso a bordo della Sea Watch tre, 65 clandestini che erano sopra a un gommone lasciato appositamente lì dagli scafisti ad una manciata di miglia di fronte alle coste libiche.

Due giorni fa, prima che la Sea Watch 3 raccogliesse i clandestini sbrigando così il lavoro agli scafisti libici, Salvini aveva annotato sui Social: «La nave Ong (bandiera olandese) sta navigando nel Mediterraneo in direzione Libia (come aveva segnalato su Twitter anche la giornalista Francesca Totolo che monitora in tempo reale gli spostmenti delle navi delle Ong, ndr). Avviso ai naviganti: non pensino di aiutare scafisti, imbarcare immigrati e dirigersi verso l’Italia perché verranno fermati, con ogni mezzo lecito consentito. . L’avviso – aveva aggiunto Salvini – L’avviso è rivolto anche ai nostalgici dei “porti aperti” presenti in Parlamento».

«Allarma questa ripresa di attività delle Ong che spalleggiano i trafficanti di clandestini. – dice il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri – Un nuovo intervento di Sea Watch, a largo della Libia, non può trovare attenzione da parte delle autorità italiane. Sea Watch vada in Libia o dove vuole, ma non venga più nel nostro Paese. È gravissimo poi che la magistratura non intervenga in maniera drastica, come sarebbe necessario».

«La nave Mare Jonio – sostiene il senatore azzurro – andrebbe confiscata in maniera definitiva. Invece ci sono settori della magistratura che, anche grazie a normative evidentemente insufficienti, lasciano scorrazzare nel Mediterraneo questi aiutanti dei trafficanti. La politica degli espatri non funziona e il blocco delle Ong dovrebbe essere rafforzato. Di questo ci dobbiamo occupare in Parlamento. Non di sceneggiate intorno a decreti futuribili che servono soltanto a lacerare ancora di più una sbrindellata maggioranza».

«Basta con i Sea Watch e le Mare Jonio, ma basta anche con un governo che fa più annunci che fatti e che su questi temi litiga e si spacca mentre invece l’Italia ha bisogno di interventi decisi e di coesione».

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