Il dibattito antifascista si copre di ridicolo su La7 e Raitre. Ecco alcuni esempi…

venerdì 10 maggio 13:42 - di Daniele Milani

È indubbio che il telegiornale de La7, diretto da Enrico Mentana, ogni sera ha un impianto fortemente antigovernativo. Tuttavia va detto che le performance di tale Tg sono arrivata al culmine di giornate televisive che hanno mostrato il peggio, tra “ l’Aria che tira” e “Tagadà” rispettivamente condotte da Myrta Merlino e Tiziana Panella costellate da servizi e commenti mascherati da dibattiti e interviste e divenuti comizi elettorali, aventi l’unico scopo di oltraggiare ed offendere tutti coloro che si sono mostrati nei pensieri nelle parole e nelle opere restii ad uniformarsi al pensiero, ritenuto unico, dai coreuti dell’informazione politicamente corretta.

Naturalmente gli argomenti sono stati, neanche troppo abilmente, mixati: si è parlato in modo non selettivo rispetto all’importanza, del fatto di sangue di Napoli, della vicenda Siri, della nuova inchiesta sulla regione Lombardia e naturalmente, con grande enfasi, della partecipazione, poi negata, al salone del libro di Torino della casa editrice Altaforte.

Sui vari punti sono state sancite alcune “ verità”. Sui fatti di Napoli è stato stabilito che la responsabilità è in capo a Salvini che non sa fare il Ministro dell’Interno (e non degli Interni come amano ripetere questi geni incompresi), che Siri è indissolubilmente legato a Messina Denaro (del quale si ignora persino l’esistenza in vita), che, pur marginalmente indagato, il Presidente della Regione Fontana è certamente coinvolto nei fatti di corruttela contestati agli altri personaggi toccati dall’inchiesta…

Menzione a parte merita la vicenda del Salone del Libro di Torino. Nel corso della trasmissione “ Tagadà”, due giornalisti “ illuminati” , Paolo Mieli e Pierluigi Battista, certamente non famosi per le loro idee nostalgiche, hanno cercato di spiegare agli astanti come sia illogico, prima che stupido, interdire la partecipazione di una casa Editrice ad un evento commerciale, prima che culturale.

Niente da fare: la conduttrice ha lasciato l’ultima parola ad un barbuto giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi,  evidentemente posseduto da un demone antifascista, che ha tranquillamente stabilito che la casa Editrice Altaforte non poteva e non doveva partecipare all’ evento librario perché stigmatizzata dall’accusa di fascismo e soprattutto perché colpevole di aver pubblicato un libro contenente un’ intervista a Matteo Salvini che del fascismo italiano ed europeo è considerato il capo.

A margine di tale argomento abbiamo anche dovuto sentire, questa volta durante la trasmissione condotta dalla sempre sorridente Serena Bortone “Agorà”, siamo su RAI 3, il confuso Jacopo Fo testualmente bollare come un falso storico il fatto che la bonifica dell’agro pontino sia stata compiuta in epoca fascista per essere stata, secondo lui, la stessa effettuata alcuni secoli prima dal Papa.

Di fronte a tale affermazione la stessa conduttrice ha continuato a ridere ed ha cambiato argomento. Che tocca loro fare e dire….. per comunque perdere le elezioni.

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