Guerri sulla mostra triestina: “Le polemiche su D’Annunzio? L’Italia non vuol leggere la storia”

venerdì 10 maggio 16:19 - di Redazione

“Queste polemiche derivano dal fatto che il problema del fascismo non è mai stato storicamente risolto nella coscienza degli italiani. Abbiamo aspettato gli anni ’90 per sentire parlare di guerra civile”. Risponde così all’Adnkronos lo storico Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale, alle polemiche sulla mostra, da lui curata, Disobbedisco, la rivoluzione di D’Annunzio a Fiume, che aprirà i battenti nel prossimo luglio. Un’iniziativa che, insieme alla statua in bronzo del Vate che verrà eretta per il centenario dell’impresa di Fiume, ha scatenato a Trieste un vero e proprio clima da caccia alle streghe. “Ricevo attacchi da tutti – dice Guerri -. Da destra perché affermo che non solo l’impresa di Fiume non fu di ispirazione fascista, ma che non era fascista neanche il Vate. Da sinistra perché la mostra è considerata di destra perché su D’Annunzio”. Per Guerri, “bisogna portare questo Paese fuori dalla non volontà di leggere correttamente la storia, slegandola dal presente”. Quanto alla polemica sui costi, “è ridicola – sottolinea lo storico -. Le mostre costano, qui si tratta di portare centinaia di oggetti preziosi e un allestimento all’altezza di Trieste e del Vittoriale. Il Comune gestirà la biglietteria: una parte dei soldi rientreranno con i biglietti. Per quanto riguarda la statua, poi, non è vero che costerà 20.000 euro, ma poco più della metà. La spesa riguarda esclusivamente il costo della fusione del bronzo perché l’autore, Alessandro Verdi, non ha voluto compenso. L’opera è costituita da una statua su una panchina e i turisti potranno sedersi su di essa per farsi una foto col poeta. A Trieste ci sono già statue di Joyce, di Svevo. Non vedo perché non farne una di D’Annunzio”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • giorgio 11 maggio 2019

    che gli italiani non leggano la storia e’ un dato di fatto ed e’ cosa nota. La storia di un Paese e’ un dato di fatto, tutti dovrebbero impararla e valutarla come dato di fatto asettico. L’Italia e’ stata fascista per un determinato periodo, Mussolini aveva il favore popolare, per un determinato periodo, l’opposizione ando’ sull’Aventino ma se anche non ci fosse andata non sarebbe successo nulla. La Storia studia gli avvenimenti ed e’ asettica, quello e’ successo, non si puo’ negare. Ora la Storia “dice” dell’altro, continuare queste polemiche e’ stucchevole, continuare a rimuginare e’ stucchevole, dovremmo continuare a parlare di tutto cio’ che e’ stato? allora dovremmo parlare delle foibe, dei milioni di morti di Stalin, del criminale Pol Pot, dei morti di Fidel, della guerra civile che le brigate comuniste volevano fare nel dopoguerra per portare Stalin in Italia, guerra civile che lo stesso Togliatti non voleva, delle criminali “settimane rosse” che gli stessi hanno determinato.

  • Corrado Bassanese 11 maggio 2019

    i sinistri non si smentiscono mai, ogni occasione è buona per esercitare prepotenze da degni eredi di Stalin

  • In evidenza

    contatore di accessi