Genova, urla isteriche dalla sinistra. Con Boldrini in prima fila: «Sciogliere CasaPound»

venerdì 24 maggio 18:14 - di Valeria Gelsi

La cronaca di ieri è nota: a Genova i soliti antifascisti hanno scatenato una guerriglia contro la polizia nel tentativo di impedire un legittimo comizio elettorale di CasaPound; ci è andato di mezzo un cronista di Repubblica, Stefano Origone, in piazza a fare il proprio lavoro, ma finito in ospedale dopo essere stato malmenato dagli agenti. Un episodio riprovevole, sul quale la Procura ha aperto un fascicolo e la politica si è indignata. Proprio le reazioni di una parte della politica, però, lasciano attoniti: per la sinistra, infatti, la responsabilità di quanto accaduto non va rintracciata nell’assalto degli antifascisti alla polizia, con lo scopo di zittire con la violenza a una forza che, piaccia o no, ha diritto di stare in piazza. Per la sinistra la responsabilità di quanto accaduto è in capo a Matteo Salvini e a CasaPound, che – viene ripetuto in modalità disco rotto- «va sciolta».

Il Pd cancella le violenze antifasciste

Le cronache politiche del giorno dopo, dunque, danno la misura esatta dell’impazzimento non solo delle frange più violente dell’antifascismo, ma anche della sinistra istituzionale. «Viviamo in un tempo molto particolare in cui idee inquietanti e i loro rappresentanti stanno rialzando la testa e queste idee inquietanti vanno combattute mettendo in campo un’idea diversa di Italia non fondata sull’odio, sulla ricerca del capro espiatorio, sul nemico o peggio su soluzioni che guardano al passato», ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, affetto da strabismo come i molti del suo partito che sono stati anche più espliciti. «La mia domanda è: come mai è stato consentito a CasaPound di chiudere la sua campagna elettorale a Genova, medaglia d’oro nella lotta antifascista?», ha chiesto per esempio l’ex ministro Roberta Pinotti, che pure deve sapere che in campagna elettorale tutte le forze politiche hanno diritto di stare in piazza. Un concetto ribadito anche dal questore di Genova, Vincenzo Cirambino. «Piazza Marsala – ha spiegato – era tra i siti elettorali. Per noi era una piazza difendibile. Non si vietano comizi in campagna elettorale».

Boldrini&co: «Sciogliere CasaPound»

Anche per Laura Boldrini, poi, «va detto che i disordini di ieri sono nati dopo la decisione di autorizzare il comizio di CasaPound a Genova contro il quale la maggioranza delle persone ha protestato pacificamente». Dunque, l’ex presidente della Camera, dimenticando anche lei le regole democratiche, ha sostenuto che il movimento delle tartarughe è «un’organizzazione alla quale non si può concedere una piazza. Chi di dovere intervenga». «CasaPound va sciolta, adesso», ha tuonato. Si conferma, dunque, che per la sinistra la legge è legge solo per alcuni. Per gli altri vale il tritacarne o la mattanza antifascista, che se non si è verificata in queste settimane è stato, in larga parte, proprio per l’impegno di quelle forze dell’ordine che ora finiscono sul banco degli imputati. Boldrini si è rallegrata per il fascicolo aperto contro gli agenti, il leader della Sinistra, Nicola Fratoianni, è andato oltre svilendo le scuse formali dei vertici della polizia. «Scuse dovute» che «non bastano», ha detto, invitando poi anche lui allo scioglimento di Cpi.

Salvini: «Coi centri sociali è sempre caos. Basta»

Ma è fin troppo chiaro che il vero bersaglio di questa strumentalizzazione non sono né le forze dell’ordine, rispetto alle quali pure emergono alcuni tratti di ostilità ideologica, né CasaPound, il cui scioglimento comunque resta un sogno proibito di questa sinistra impotente. Il vero bersaglio è Matteo Salvini, che ha da subito manifestato solidarietà al giornalista di Repubblica, dicendo però le cose per come stanno: «Ogni volta che ci sono i centri sociali in piazza è il caos». «Non è possibile che ci siano poliziotti e carabinieri perennemente aggrediti, gente che va in giro con i caschi, con le spranghe, con gli spray, con i bastoni, a volto coperto. Non esiste. Stiamo studiando qualcosa per evitare questi fatti», ha aggiunto. «Totale e incondizionata solidarietà ai reparti di polizia», è arrivata poi da Maurizio Gasparri, che ha sottolineato che «chi semina il caos poi determina anche confusione e il coinvolgimento di persone estranee alle violenze». «La colpa è di questi figuri che, in nome di un presunto antifascismo, seminano panico e violenza», ha rinadito il senatore di Forza Italia.

Toti: «CasaPound ha diritto di stare in piazza»

È arriva poi da un campione di moderatismo come Giovanni Toti la difesa del diritto di CasaPound a stare in piazza. «CasaPound è un partito che gli italiani troveranno sulla scheda elettorale domenica, è legale esattamente come tutti gli altri, fino a quando un magistrato non deciderà il contrario. Non ne condivido le idee, non lo voterei mai neppure se fosse l’unico partito sulla scheda elettorale, ma – ha detto il governatore della Liguria – ha diritto di parlare esattamente come tutti gli altri».

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