Gasparri su Cosenza: “Contro il sindaco Occhiuto azione temeraria. È un reato fare musei?”

mercoledì 8 maggio 16:31 - di Redazione

”Il rispetto per le indagini non ci esime dal rilevare la singolare tempistica dei fatti. Con i grillini travolti da arresti e inchieste sui loro esponenti e in crollo libero, puntuale a pochi giorni dal voto giunge un clamore giudiziario che non si capisce perché non sia emerso o prima o dopo questa fase, visto che molti dei fatti di cui si parla risalgono a molto tempo fa. In attesa di conoscere gli sviluppi di vicende non tutte uguali tra loro, non si può non esprimere stupore per quanto accade al sindaco di Cosenza Occhiuto”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. “La sinistra – aggiunge – è indagata da tempo in Calabria, anche con l’accusa di aver rallentato degli importanti lavori pubblici, solo con lo scopo di danneggiare il sindaco Occhiuto. Vicende agli atti da tempo. Ora il sindaco cosentino si vede recapitare un fantascientifico avviso di garanzia, dal quale apprende che la magistratura avrebbe da ridire sul fatto che egli avrebbe sollecitato l’intervento della Regione per la realizzazione di un importante museo, da collocare al posto di un ecomostro, finalmente avviato a distruzione. E a chi si sarebbe dovuto rivolgere Occhiuto per portare avanti un grande impegno culturale e amministrativo? Ai cinesi a cui i grillini svendono l’Italia? Ai quiz televisivi con ricchi premi?”. “Il museo di Alarico – ricorda Gasparri – è opera ben nota e da tempo inserita nei piani regionali, dei quali giustamente Occhiuto ha chiesto l’attuazione. Cosa avrebbe dovuto fare? A chi si doveva rivolgere se non alle istituzioni di livello superiore come la Regione? Peraltro a lui ostile fino al sordido complotto, come la stessa magistratura afferma da tempo. È un reato abbattere ecomostri e fare musei? Quali sono le condotte illecite o gli interessi personali? Si interroghi subito, oggi stesso, Occhiuto, come lui chiede, e si desista alla luce dei fatti da una iniziativa temeraria e infondata, le cui reali ragioni sfuggono anche agli studiosi di equilibrismo”.

 

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