Gasparri: «Lavoriamo per un centrodestra alternativo alla sinistra. Servono pazienza e coesione»

sabato 4 maggio 13:27 - di Redazione

Un nuovo centrodestra alternativo alla sinistra all’insegna dei valori della nazione. Sono le parole d’ordine dell’intervento di Maurizio Gasparri che ha aperto la due giorni al Salone delle Fontane all’Eur dell’assemblea annuale della Fondazione Italia Protagonista, intitolata “Protagonisti per l’Italia”. «La nostra fondazione deve lavorare per il centrodestra. Solo nel 1994 nasce il centrodestra, merito di Silvio Berlusconi. Al suo interno ci sono priorità diverse, ma bisogna avere visone di sintesi assieme, sempre. Politica è pazienza e costruire assieme. Questo è fare politica, questo è essere alternativi alla sinistra», ha detto il senatore azzurro fondatore dell’associazione politica nata dieci anni fa per dare voce al desiderio di partecipazione di molti moderati. «Italia Protagonista – continua Gasparri – non è un partito politico, ma va avanti da più di 10 anni e fa cose concrete su sicurezza, famiglie, droghe. Siamo contro la droga, ma vogliamo aiutare chi ci cade e le comunità di recupero, laddove altri li condannano e abbandonano». All’incontro saranno affrontati tutti i temi caldi dell’attualita: casa, sicurezza, lavoro, cultura. Non promesse ma «quello che è stato fatto».

Gasparri: cultura e politica per essere protagonisti

«Non risolveremo i problemi del mondo,  ma ne parleremo con attenzione, difendiamo valori fondamentali che caratterizzano la nostra proposta e nazione», ha aggiunto il senatore di Forza Italia sottolineando le ragioni dell’incontro. Sono tanti gli ospiti alla kermesse in svolgimento a Roma (intellettuali, rappresentanti delle categorie, artisti, politici, militanti) che si concluderà con l’intervento del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Tra gli interventi più attesi quello dello storico e scrittore Giordano Bruno Guerri e Giulio Rapetti, in arte Mogol sui temi dell’identità e della cultura popolare. Guerri ha puntato i riflettori sul valore dell’identità e il contributo dato dalla fondazione al risveglio culturale: «Italia protagonista ha fatto grandi cose. In futuro le lingue devono dialogare con le macchine o scompariranno, ma l’italiano in tal senso è salvo grazie all’operato di Gasparri. La lingua è fondamentale per la cultura di un popolo», ha detto lo scrittore soffermandosi sui giovani italiani “costretti” a emigrare o all’estero in cerca di lavoro: «I nostri ragazzi vanno all’estero e si affermano, godono di grande prestigio perché bravi, e restituiscono così prestigio all’Italia. Nostro compito è riportarli qui per arricchire il nostro Paese».

Identità popolare e attualità

Il popolare autore dei capolavori di Lucio Battisti e presidente della Siae ha invece polemizzato con la posizione dell’Italia sul tema del diritto d’autore. «L’opposizione del governo italiano al diritto d’autore, assieme a pochi altri governi europei, è inspiegabile. Non capiamo perché, a parte per le pressioni delle lobby e il giro di soldi che c’è dietro», ha detto Mogol attraverso un video registrato mandato in onda durante l’assemblea. Nel corso della due giorni si alterneranno sul palco molti amici della Fondazione: da Donatella Bianchi, presidente Wwf Italia ad Antonio Ballarin, presidente Federesuli, da Selene Gandini attrice, protagonista del film Rosso Istria a padre Enzo Fortunato, portavoce del Convento di Assisi, dal regista Pupi Avati ai rappresentanti delle forze di polizia e dei Cocer delle forze armate, passando per i rappresentanti delle comunità per la lotta alla droga. Non mancano contributi dal mondo della comunicazione conArturo Diaconale  che presenta L’Opinione e  Alessandro Giuli di Lettera 22.

 

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