Forza Italia, oggi il “processo” al cerchio magico di Berlusconi. Toti capeggia la rivolta

30 Mag 2019 9:58 - di Monica Pucci

Tensione sempre alta in casa Forza Italia dopo il mancato raggiungimento di quota 10 per cento alle europee, considerata dalla maggior parte degli azzurri la soglia di sopravvivenza per il partito. Tutti attendono il Comitato di presidenza convocato per oggi a Villa Gernetto da Silvio Berlusconi per un chiarimento interno post voto e per avviare la riorganizzazione del movimento nato nel ’94.  Circolano varie voci sui futuri assetti di Fi: dal direttorio, a una riedizione della segreteria politica. Molti chiedono un Congresso nazionale, che di fatto darebbe il là a una resa dei conti interni mentre qualcuno pensa alle primarie.

«Da giovedì prossimo il Comitato di presidenza di Forza Italia inizierà a stendere il programma per una guida collettiva di Fi, per avviare un percorso di rinnovamento condiviso», aveva detto Silvio Berlusconi due giorni fa a “Porta a porta”. Oggi sapremo che cosa intendeva, ma soprattutto come andrà a finire il “processo” politico ai fedelissimi del Cavaliere considerati, da una parte del partito, responsabili del flop nelle urne, Antonio Tajani in testa. Ma anche Licia Ronzulli, che si difende così: «Il dato che conta sono le preferenze di Berlusconi che confermano la fiducia degli italiani in lui. Solo ed esclusivamente consenso personale, la struttura di partito non ha drenato nulla. Il dato generale risente del nulla rappresentato dai beneficiati”. Parole destinate a creare malcontento tra le fila forziste.
Tutto da sciogliere il nodo del “contestatore” e possibile scissionosta Giovanni Toti: «Ha i suoi sentieri personali che a mio parere non porteranno da nessuna parte. Tutti coloro che sono usciti da Forza Italia si sono condannati all’invisibilità». La replica di Toti è stata altrettanto dura: «Forse Berlusconi non si è accorto che è Forza Italia a marciare diritta verso l’invisibilità. Dimezzare i voti in un anno mi sembra un ottimo viatico in tal senso. Il cavaliere sbaglia a non ascoltarmi per l’ennesima volta e a preferire chi gli racconta una verità inesistente, ovvero l’autosufficienza della sua leadership a salvare Forza Italia. Purtroppo non sarà così». Oggi la resa dei conti.

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