Economia, l’Istat taglia le stime del Pil per il 2019. Cresce ancora la disoccupazione

mercoledì 22 Maggio 11:29 - di Redazione

Mentre il governo è impegnato a litigare praticamente su tutto, l’Istat taglia le stime del Pil per il 2019 portandolo da +1,3 a +0,3 per cento. Si tratta di una marcata revisione delle previsioni di crescita rispetto ai dati diffusi a novembre. L’Istituto di statistica ha inoltre sottolineato il «deciso rallentamento» a rispetto all’anno precedente, quando l’asticella aveva toccato quota +0,9 per cento.

Istat: la crescita scende da +1,3 a +0,3%

L’unica (magra) consolazione deriva dal fatto che le stime dell’Istat sul Pil di quest’anno risultano «lievemente» migliori rispetto a quelle rilasciate il 7 maggio dalla commissione Ue (+0,1 per cento) grazie a previsioni più alte per gli investimenti. La previsione per il 2019 racchiude anche «un moderato incremento dei consumi delle famiglie», sostenuto – spiega l’Istat -, «dall’aumento del monte salari e, in misura limitata, dalle misure sul reddito di cittadinanza». Più in dettaglio, nel 2019 in Italia la spesa delle famiglie è «prevista crescere a un tasso simile a quello del 2018 (+0,5 per cento rispetto a +0,6)». E aggiunge: «in presenza di un miglioramento del potere di acquisto, l’attuale fase di incertezza porterebbe le famiglie ad assumere comportamenti precauzionali, determinando un aumento della propensione al risparmio».

Il tasso dei senza lavoro passa dal 10,2 al 10,8

Pesa negativamente sulle previsioni per il 2019 dell’Istat «l’evoluzione di alcuni fattori quali l’acuirsi delle tensioni commerciali, le decisioni connesse alla Brexit e più in generale alla fase di ricostituzione del Parlamento europeo». L’insieme di questi fattori, rileva l’Istituto, potrebbe infatti «generare un aumento dell’incertezza sui mercati finanziari». Sul punto l’Istat ha anche effettuato una simulazione di un  «peggioramento delle condizioni di incertezza economico-politica», deducendone che uno scenario negativo produrrebbe un peggioramento «prevalentemente sulle scelte di investimento» senza però tradursi in «una riduzione significativa del Pil». La vera conseguenza negativa della riduzione del Pil peserà sulla disoccupazione. Per l’anno in corso, infatti, l’Istat che l’occupazione rimanga sui livelli dell’anno precedente, cioè +0,1 per cento, mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8), con un peggioramento rispetto alle stime del novembre scorso, quando la disoccupazione veniva data al 10,2 per cento.

 

 

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