Ecco le spese vietate con il reddito di cittadinanza: dalla pornografia ai gioielli

martedì 28 maggio 19:36 - di Redazione
LA_CARD_DEL_REDDITO_DI_CITTADINANZA

Niente articoli o riviste pornografichemassaggi, né, tantomeno, gioielli, pellicce o armi: eccola la lista degli oggetti e dei servizi – meglio dire, in qualche caso, servizietti – vietati a chi è riuscito ad accaparrarsi la card del reddito di cittadinanza.
Con la carta del reddito di cittadinanza, attraverso la quale è erogato il beneficio economico, non è, infatti, possibile – lo ha chiarito oggi il ministero del Lavoro con un’apposita circolare e a scanso di equivoci – l’acquisto di giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità, l’acquisto, il noleggio o il leasing di navi e imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali, né è possibile spendere quei soldi in armi, materiale pornografico e beni e servizi per adulti – si parla di massaggi o, magari, anche di escort – in servizi finanziari e creditizi, in servizi di trasferimento di denaro, assicurazioni, articoli di gioielleria e di pellicceria. Ma neanche è consentito fare shopping con la card del reddito di cittadinanza presso gallerie d’arte o iscriversi a club privati.

Divieti quantomeno ovvi quelli che emergono dalle linee guida per l’utilizzazione della carta del reddito di cittadinanza diffusi dal ministero del Lavoro che impone al gestore del servizio l’utilizzo della carta del reddito di cittadinanza all’estero e per gli acquisti online o mediante servizi di direct marketing».

Restano, comunque, fermi i limiti mensili di prelievo di contante e la possibilità di effettuare un bonifico mensile nella misura e secondo le modalità previste. In definitiva prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per un singolo individuo, «moltiplicato per la scala di equivalenza di cui all’articolo 2, comma 4, nonché, nel caso di integrazioni di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), ovvero di cui all’articolo 3, comma 3, di effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione ovvero dell’intermediario che ha concesso il mutuo». Messa così, in burocratese stretto, è facile che qualcuno si lasci prendere la mano.

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