E’ rush finale verso le elezioni europee: da tutti i sondaggi la sorpresa Giorgia Meloni

sabato 11 maggio 9:14 - di Francesco Storace

Le campagne elettorali si vincono quando c’è entusiasmo e vale soprattutto in elezioni europee, le più esposte al voto d’opinione. Più che per le percentuali il verdetto è determinato dal clamore del risultato. Molti anni fa fu particolarmente incredibile l’8 per cento della Bonino. Non era certo la prima leader, ma il dato finale fu accolto con stupore da molti.
Fu sorprendente, ovviamente, anche il 40 per cento di Renzi cinque anni orsono. Ma ogni elezione fa storia a sè.

Si vince solo se c’è entusiasmo

Da qui ai prossimi quindici giorni leggeremo solo sondaggi clandestini, poi si apriranno le urne. Qualcosa uscirà magari ancora stamane, ma le tendenze per le elezioni europee sembrano evidenti. Cinque saranno le forze politiche che supereranno la soglia del 4 per cento. Quelle di governo, Lega e Cinque stelle, quelle di minoranza, Pd, Fi, e Fratelli d’Italia. Quest’ultimo partito sembra quello che registra il maggior entusiasmo tra i suoi sostenitori, merito di un approccio assolutamente innovativo di Giorgia Meloni.
La Lega, che pure ha vento in poppa e un leader che è un grande comunicatore come Matteo Salvini, sembra rallentare la sua corsa. Le vicende lombarde non aiutano. Le liti continue con i Cinquestelle deprimono. Certo, c’è voglia di punire gli alleati di governo nei seggi elettorali, ma prevale il nervosismo, anche se la Lega avrà un risultato molto superiore alle politiche 2018.
Analogo discorso si può fare per i pentastellati, che si rivolgono ai partner di governo come se fossero all’opposizione, in un botta e risposta che è assolutamente deprimente. La sera del 26 maggio dovranno registrare una battuta d’arresto nei consensi elettorali. Alla prova decisiva, quella dopo aver trascorso un anno a palazzo Chigi e nei ministeri, faranno flop. Al passo del gambero.
Il Pd sa di essere lontano dall’affermazione di un’alternativa a sinistra. Può contare su un aumento di seggi più che di voti per il buco dei propri alleati che non supereranno il quorum del 4%, ma non sarà il 20 per cento – anche se superiore alle politiche – che potrà far cantare vittoria.

Nel centrodestra Forza Italia in affanno

Forza Italia è in totale depressione, altro che entusiasmo. Un partito sempre più lontano dal Capo si dilania al proprio interno. Ieri Pagnoncelli la dava del 40% sotto la performance delle politiche, dal 14 al 7,8. Gli arresti per tangenti fanno il resto.
Gli azzurri sentono il fiato sul collo di Fratelli d’Italia, sempre più prossimi al 6 per cento in questa fase che precede il rush finale che porta alle europee di fine mese. Non è azzardato prevedere un boom per il partito di Giorgia Meloni, che potrebbe anche puntare al sorpasso su Berlusconi e compagnia. Fdi ha puntato più sui contenuti che sul politichese, affidando agli elettori il compito di decidere se il cambiamento in Europa possa passare anche una botta come si deve alla formula di governo ancora vivente. Reddito di cittadinanza fallimentare; e politiche migratorie sempre più indebolite dallo scontro interno alla maggioranza; hanno visto brillare la battaglia della Meloni.
E ogni lettore è buon testimone – oggettivo – del costante aumento di simpatie verso la presidente di Fratelli d’Italia. Realismo e analisi impongono sempre cautela, ma quel che vediamo noi lo vedono ormai tutti. Le elezioni europee lo confermeranno.

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