Donne, giornaliste, non di sinistra. Quindi da massacrare sui social

venerdì 31 maggio 6:00 - di Francesco Storace

La notizia è femmina. Ma se è firmata da una giornalista di destra – anzi, basta semplicemente non essere schierata a sinistra – non si può. È clandestina. È da linciare, quella donna, da odiare sul web.

Ce ne sono due nel mirino, adesso, di croniste che mettono l’informazione avanti a tutto, persino se stesse. E per questo vanno massacrate. Per loro non si mobilita l’ordine dei giornalisti, la federazione della stampa e nemmeno Laura Boldrini. Anzi.

Due giornaliste molto diverse tra loro. Una, Manuela Moreno, lavora al Tg2 – odiato pure lui – e va a prendere notizie anche in Svezia, anche se sgradite.

L’altra è Francesca Totolo, la cui colpa principale è informare sul Primato Nazionale. Donna e di CasaPound, disprezzarla diventa un dovere.

Della Sharia non parlare…

Manuela Moreno va in Svezia e realizza un servizio sul fallimento dell’integrazione di un paese fino a pochi anni fa considerato un modello.  In quel paese l’emergenza immigrazione ha portato il governo ad una retromarcia rispetto alla politica delle frontiere aperte.

La presenza della sharia confermata da testimoni diretti e oculari. Il primato per le violenze nei confronti delle donne in tutta europa. Accade che Salvini riprenda il servizio sui social e Il Fatto si scatena. L’ambasciata svedese si offende e chiede spiegazioni….

Persino il comitato di redazione del Tg2 – anziché prendere le difese di una collega da un’ingerenza poco diplomatica – si permette di ignorare le fonti di informazione dirette della cronista. Sul web gli insulti non si contano. Eppure ne avevano già scritto anche altre testate. Persino Il Fatto, e anche La Stampa, Il Foglio. E ne aveva parlato Piazza pulita de La7. Crocifissa solo lei.

…e nemmeno delle Ong

Francesca Totolo, dal canto suo, è stata assediata dai follower del sinistrume nostrano per aver pubblicato la foto qui sotto di “disperati” che scendono dai barconi delle ong, si fanno selfie, contano soldi, inscenano balletti a bordo, con tagli di capelli perfetti, etc. Pure Milena Gabanelli ha dovuto ammettere sul Corriere della Sera – ha ricordato la Totolo – che i “migranti” appartengono alla “classe media” del proprio Paese di origine e che “le persone emigrano dai Paesi dove il reddito consente di affrontare le spese di viaggio”.

Ebbene, questa considerazione ha scatenato l’iradiddio sulla rete. Anche qui, come nel caso della Moreno, la medesima riflessione fatta da altri non vale la lapidazione se la fa chi non è di sinistra.

Di più: Francesca Totolo ha anche scoperto chi di è distinto di più nel linciaggio via social: “La medaglia dei commenti più “amorevoli” viene vinta, senza ombra di dubbio, da P.R., follower attivissimo di Laura Boldrini, che proprio qualche ora prima pubblicava un tweet contro “l’odio online che si riversa sulla donne”.

Già, ci sono donne e donne. Quelle del politicamente corretto, per le quali si insorge al primo sussurro. E quelle che fanno informazione non conforme, abbandonate agli hater che imperversano sulla rete.

Ma c’è pure chi non intende tacere su questa vergogna. Anche per questo serve il Secolo d’Italia.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • chicco 31 maggio 2019

    Caro Secolo d’Italia, inserisci meno anglicismi nei tuoi articoli: Io sono un cultore della Lingua di Dante, che voi cronisti state massacrando!

  • Leo Grellede 31 maggio 2019

    Queste sono le Donne di Destra. Le altre meritano solo lo stesso disprezzo che rivolgono agli altri. Un virtuale mazzo di fiori ad entrambe con la promessa di sostenerle in qualunque modo.
    Un Uomo italiano

  • Silvia Toresi 31 maggio 2019

    La sinistra parla di razzismo. La prima che lo pratica è lei.

  • Carlo Cervini 31 maggio 2019

    Tutto regolare. La donna di centro destra è retrograda, bigotta, dedita alla famiglia, perno della società, che si consuma con triplo lavoro, perchè un reddito solo non basta per sopravvivere, che costudisce le tradizioni e i risparmi delle generazioni passate. Abominio !!!!!!! la cultura maxista leninista dal ’68 in poi vuole la donna libera, sesso, droga e cotillon, la famiglia, i figli sono un optional, lavoro, carriera e indipendenza, giornalismo alla Lilli Gruber, la chiamano emancipazione………… ma…………..forse servirebbero 5/6 annetti di sharia.

  • Giuseppe Forconi 31 maggio 2019

    Ok, lascio un commento, ma poi questo arriva a destinazione o muore in rete?
    Il giornalismo e’ una cosa utile se lo si svolge con correttezza e senza specifiche tendenze politiche, ma complicata se attraverso la stampa ci si insulta ci si calpesta e principalmente si sventolano apertamente le proprie idee politiche. Ecco che qui’ nasce l’offesa,…..sbagliato.

  • eddie.adofol 31 maggio 2019

    alla bisogna questo governo deve mettere un po’ d’ordine all’Ordine dei Giornalisti e se possibile far chiudere qualche programma su qualche canale privato e pubblico : come la7 della merlino dell’aria che tira e Tagadà della Panella POI se andiamo su rai3 ci sarebbe proprio di chiudere tutti i programmi di politica che nel programma stesso diventa derisione x tutti i politici di questo governo, i giornalisti/e sono poco preparati culturalmente hanno sempre la presa in giro in bocca verso chi è di destra perciò son giornalisti spocchiosi e un po’ ignoranti. PRIMA GLI ITALIANI VERACI

  • In evidenza

    contatore di accessi