Dl sicurezza equiparato alle leggi razziali: il compito degli studenti mette nei guai la prof

giovedì 16 maggio 15:05 - di Redazione

Comincia tutto con un video prodotto dagli studenti di un liceo di Palermo (l’Istituto tecnico industriale Iti Vittorio Emanuele III), in cui gli alunni equiparano le leggi razziali e il decreto sicurezza di Salvini. E finisce con l’insegnante sospesa per mancato controllo.

In un video gli studenti paragonano dl sicurezza e leggi razziali: nei guai la prof

Il provvedimento disciplinare, adottato al termine di un’ispezione dall’Ufficio scolastico provinciale, è scattato lo scorso sabato: «È capitato a lei, ma poteva succedere a chiunque», ha commentato un insegnante dell’istituto all’Adnkronos. «Gli errori si possono fare», ha poi aggiunto, spiegando che la scuola è «una città aperta» e che è «impossibile tenere tutto sotto controllo. Qui ci sono 1.600 alunni», pronti a essere indottrinati e a mettere nero su bianco, o su digitale, anche una lettura rivisitata dei fatti, della storia, del presente. Eppure, assicurano studenti e colleghi, la prof incappata nella sospensione per 15 giorni e con stipendio dimezzato, per non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni di 14 anni che nella Giornata della memoria hanno presentato un video, in cui si accostava alle leggi razziali il decreto sicurezza del ministro dell’Interno, è una docente «serissima», «assai stimata» e che «ha sempre dato il massimo». Un identikit inappuntabile, quello della prof di italiano dell’Istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo colpita dal provvedimento disciplinare, che amici e colleghi descrivono in queste settimane come “amareggiata” e “preoccupata”, per essere finita nei guai…

Commenti

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  • Concetto Baronessa 17 maggio 2019

    Ma che boiata è mai questa, di incriminare una docente, per giunta ritenuta valida, per opinioni, sia pure strampalate, espresse dai suoi studenti? A me sembra una notizia inventata. Ma, anche ammesso che sia vera, alla docente spettava solo, se interpellata, di valutare negativamente il compito per mancanza di documentazione o di logica, o per errori di carattere storiografico o filosofico-giuridico. Il resto mi pare un abuso. Ma poi, in base a quale legge o disposizione?
    Concetto Baronessa, Siracusa

  • Mauro Collavini 17 maggio 2019

    Non capisco come possano colpevolizzare un insegnante per mancata vigilanza sul pensiero dei suoi studenti. Mi sembra che i dirigenti dell’istituto siano siano tornati da qualche dittatura nera o rossa non imposrta. Vorrei ricordare che la libertà di pensiero parola e scritto è sancito dalla Costituzione Italiana ed anche sae non sono d’accordo con il pensiero di questi studenti esso va ugualmente tutelato.

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