Di Maio e Salvini, dalle botte ai ricatti. Iniziano a spuntare pure le trappole

giovedì 9 maggio 10:16 - di Gabriele Alberti

Incassata la sostanziale sconfitta sul caso Siri, ora i rapporti tra Lega e M5S stanno sconfinando nel ricatto reciproco. Il dimissionamento del sottosegretario alle Infrastrutture non sarà a costo zero. Nonostante i due vicepremier spergiurino che il governo andrà avanti perché sono tante le cose da fare, il fronte giudiziario sta diventando l’anello debole del già precario equilibrio di governo. E condizionerà i rapporti tra Salvini e Di Maio.  Il capo dei Cinquestelle di buona mattino inizia a cannoneggiare. «Gli italiani sono stanchi di crisi di governo minacciate sulla qualunque. Per me il governo va in crisi su un solo tema, la corruzione. Se l’inchiesta su Siri si dovesse allargare per me sarebbe un grande problema, mi auguro che non sia cosi», è il suo avvertimento a Radio Anch’io su Radio1. Ogni atto giudiziario diventa un’arma contundente nelle mani grilline.

I grillini all’attacco di Salvini

È su questo tasto, non a caso, che insiste il tam tam grillino che rimbalza dal Transatlantico. Dove più di un deputato Cinque stelle – secondo un retroscena del Giornale – evoca imminenti novità sul fronte giudiziario. C’è chi guarda alla procura di Reggio Calabria, chi a quella di Milano, con l’inchiesta su Attilio Fontana, goverantore della Lombardia, chi a quella di Roma, che ha già aperto il fascicolo su Siri.  Di Maio e compagni stanno spingendo l’acceleratore sulle disavventure giudiziarie del Carroccio.

Ricatti reciproci

Ogni fatto di cronaca giudiziaria diventa arma propagandistica e occasione di ricatto. L’inchiesta sulle tangenti in Lombardia è il varco attraverso il quale il M5S sferra un altro colpo a  Salvini. «C’è troppa corruzione nelle Regioni – scrive sulla sua pagina Facebook il pentastellato Luigi Gallo, presidente della Commissione cultura di Montecitorio – è necessario sospendere le Autonomie». Il tema è uno dei caposaldi della Lega. Siamo al ricatto. La Lega preme sull’acceleratore sul piano della droga e qui lo scontro è frontale.

La Lega prepara la trappola sulla Tav

I principali avversari l’uno dell’altro sono i due partiti di governo. Situazione paradossale, imbarazzante. E la Lega? Presumibilmente ci sarà un “ricatto” incrociato, sulla Tav oltre che sulla flat tax. Si annuncia dunque una fase di scintille governative, una guerra non tanto fredda  permanente. La Lega da tempo lavora a un emendamento per infilare la Tav nello Sbloccacantieri e per mettere M5s in imbarazzo. La rottura è totale.

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