Da Siri alle autonomie nel governo è scontro continuo. Conte media, ma inutilmente

mercoledì 1 maggio 10:34 - di Redazione

Si sarebbe svolto in un clima positivo il consiglio dei ministri di ieri sera dopo il serrato confronto Conte-Siri sul caso delle dimissioni del sottosegretario. E’ quanto lasciano trapelare fonti della Lega, esprimendo soddisfazione per la nomina dei prefetti e in particolare per quella di Gerarda Pantalone, nuovo prefetto di Roma e già capo del dipartimento Immigrazione del Viminale.

Ma gli attriti restano tutti sul tavolo, con il premier Conte che prova a sbrogliare la matassa nelle vesti di mediatore e Di Maio che trattiene i suoi dal calcare la mano sul caso Siri sostenendo che anche alcuni parlamentari leghisti sarebbero pro-dimissioni. Anzi, parlando ai microfoni di Rtl, ha parlato di un “Salvini pronto a dimettersi”, un lapsus sul quale si è subito corretto, spiegando che ovviamente parlava di Armando Siri e non di Salvini.

Insomma,secondo un retroscena pubblicato dal Corriere, nel M5S è in atto un cambio di strategia: “Fino all’altro ieri puntavano sulla prova di forza e speravano che fosse il premier ad andare allo scontro, destituendo il sottosegretario (Siri, ndr). Ora hanno deciso che conviene di più farlo cuocere nel suo brodo e approfittare delle difficoltà, che si immaginano crescenti, anche in vista delle elezioni europee”. E c’è da aspettarsi, a questo punto, che il M5S imposterà tutta la sua campagna sulla questione morale, lasciando alla Lega il peso del caso Siri sulle spalle.

Per il resto, le scaramucce, anche se non risolutive, sono destinate a continuare su tutto: dalla castrazione chimica al Cannabis Expo di Milano fino allo scontro sulle autonomie con Di Maio che in pratica respinge la bozza del provvedimento che il ministro Erika Stefani vuole portare al prossimo cdm: “Le priorità sono altre – è la doccia gelata del leader M5S – salario minimo e taglio agli stipendi”.

 

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