Crespi svela i sondaggi segreti e viola la par condicio: i dati partito per partito (video)

venerdì 24 maggio 16:24 - di Gabriele Alberti


Sondaggista, spin doctor di numerosi politici, studioso dei processi comunicativi, da sempre contro la legge sulla par condicio. Si tratta di Luigi Crespi che si fa beffa di una norma che giudica assurda: il divieto di diffondere i sondaggi alla vigilia del voto. Segreti, segretissimi. Come no? La provocazione giunge dai suoi profili social.  «Ecco come violare la par condicio in un minuto – esordisce Crespi – norma che vieta di diffondere gli ultimi sondaggi realizzati alla vigilia del voto perché gli italiani – unici cittadini in Europa- si lascerebbero influenzare al momento di entrare nell’urna. Assurdo -dice- dunque, violiamo questa norma».

Crespi, i dati partito per partito

Ecco i dati che non si possono far circolare, rivela Crespi sciorinando i numeri in suo possesso. Secondo la fonte Index research del  24 maggio avremmo questa griglia, secondo i dati riservati: «Lega tra il 29 e il 30 per cento; M5S tra il 23 e il 24 per cento. PD in una forbice tra il 21/22 per cento. Forza Italia tra  8/9 per cento. Fratelli d’Italia tra il  5 e il 6 per cento; +Europa tra il 3 e il 4 per cento»,  in bilico per l’ingresso in Europo.  Il resto, cespugli e cespuglietti, niente da fare, rimarrebbero fuori.

Legge surreale

Crespi, coach de ‘La Fabbrica dei Leader’ dice: «Ho deciso di violare coscientemente questa legge perchè è surreale. Ora non ci resta che aspettare il verdetto delle urne di domenica sera per sapere se i pronostici sono stati rispettati. Mi auguro – rilancia – che quanto prima questa legge scellerata che condizione la comunicazione elettorale venga modificata». Siamo uno dei pochi paesi occidentali che mantiene una legge proibizionista. Che senso ha? , ha più volte detto e scritto Crespi sul suo blog. «Inoltre il divieto di pubblicazione non può certo impedire di realizzarli e distribuirli clandestinamente, così si moltiplicano le prese in giro che raggirano la legge». Infine: «Vietare la diffusione di qualche cosa alla vigilia della quarta rivoluzione digitale è ridicola. Non si riescono a fermare le fake news o la propaganda dell’Isis figuriamoci i tabulati di istituti di ricerca…».

Commenti

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  • Guido Perini 25 maggio 2019

    Il mio voto e’ per il centro destra ma quello non gestito dai 5 stelle, quindi…

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