Conti pubblici, la Ue vede “nero”. Governo verso una manovra da 30 miliardi

martedì 7 maggio 16:30 - di Valerio Falerni

Tagli alle già striminzite stime di crescita, deficit in rialzo, così come la disoccupazione. Non ci sono doni né sconti nel report sull’Italia della Commissione Ue. Anche il 2019 ci trova ultimi in Europa quanto a crescita: agli occhi di Bruxelles persino quel misero incremento di Pil, salutato dalle fanfare giallo-verdi come la fine della recessione, è stato ridotto dell’unico decimale che lo separa dalla stagnazione: 0,1 invece che 0,2. Il dato peggiore tra tutti i paesi dell’Unione. Una vera e propria gelata sulle speranze di Palazzo Chigi. L’allarme riguarda la prossima manovra di bilancio: secondo le previsioni Ue dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 miliardi.

La Commissione Ue taglia le stime di crescita: 0,1%

Prepariamoci quindi ad assistere ad un nuovo corpo a corpo tra il governo Conte e la Commissione Ue guidata da Jean Claude Juncker. Sul punto, il responsabile Ue degli Affari economici Pierre Moscovici è stato molto chiaro: «All’inizio di giugno l’Europa tornerà senza dubbio sul rispetto del patto di stabilità da parte dell‘Italia». Ufficialmente è solo l’apertura di un «dialogo». Ma a pesare negativamente saranno le previsioni economiche di primavera. «Non è oggi che trattiamo della questione del rispetto del patto di stabilità –  spiega Moscovici in conferenza stampa -, bisognerà tornarci, senza dubbio, viste le cifre, ma la Commissione inizierà a valutare la conformità degli Stati membri alle regole del patto nel pacchetto di primavera, che verrà pubblicato all’inizio di giugno». Il francese ha anche annunciato che la Commissione «terrà conto dei risultati del 2018, come del programma di riforme trasmesso dall’Italia. È molto importante avere valutazioni comuni. Ci lavoriamo».

Italia ultima in Europa

Toni concilianti, che però stridono fortemente con l’obiettivo dichiarato di far rispettare all’Italia i parametri Ue. Tanto più che le previsioni più nere riguardano il nostro debito pubblico, di cui si segnala, per l’anno in corso, il balzo al 133,7 per cento  per poi arrivare a quota record 135,2 nel 2020. Non appaiono confortanti neanche le previsioni sul fronte dell’occupazione Bruxelles sottolinea l’aumento dei disoccupati: «È improbabile – sottolinea il  report di  Bruxelles – che il mercato del lavoro sfugga all’impatto della crescita economica lenta, come indicato dalle aspettative di occupazione sottomesse delle imprese. Si prevede che la crescita dell’occupazione si fermerà nel 2019». L’Europa ci chiederà di ridurre il deficit strutturale di almeno lo 0,6 per cento. Resta il nodo degli aumenti di Iva e accise previsti dalle clausole di salvaguardia per il 2020: le previsioni della Commissione non lo includono perché il governo ha già annunciato la sua intenzione di cancellarle. Ma il rischio che possano essere attivate resta comunque altissimo. Infatti proprio Bruxelles rileva che senza un aumento dell’imposta sul valore aggiunto, il deficit potrebbe arrivare al 3,5 per cento. Un vero e proprio buco nero.

 

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