Conte scarica Siri mentre Salvini è in Ungheria: via la delega. Il capo della Lega: mi devono spiegare…

giovedì 2 maggio 19:45 - di Redazione

Non è bastato a Giuseppe Conte l’annuncio del sottosegretario Armando Siri di dimissioni tra 15 giorni. Il premier ha convocato i giornalisti per dire che al prossimo consiglio dei ministri proporrà di togliere la delega all’esponente leghista, sottosegretario alle Infrastrutture, sotto inchiesta per corruzione in quanto – ha spiegato – “le dimissioni o si danno o non si danno, quelle future non hanno senso”. “Uso un approccio differente rispetto alle correnti semplificazioni – ha detto Conte – con una distinzione manichea tra approccio giustizialista per cui un semplice avviso di garanzia è una macchia e a un approccio garantista per cui dovrebbe valere il principio di innocenza sempre. Ritengo che la politica con la P maiuscola debba rifuggire gli opposti ismi e saper discernere caso per caso assumendosi la responsabilità di valutare la singola situazione”. Conte ha poi ricostruito il caso Siri, accennando alla conversazione con il sottosegretario di lunedì scorso ed entrando nel merito della proposta per cui Siri è indagato e che non era mai arrivata al tavolo del consiglio dei ministri: “In questo caso la norma non avrebbe offerto chance future agli imprenditori, ma vantaggi retroattivi: era come una sanatoria, non era generale o astratta, e non disponeva per il futuro. Per questo, ho valutato l’opportunità e la necessità di dimissioni di Siri”. Tuttavia, ha aggiunto il premier, il M5S non ne deve approfittare per “cantare vittoria”. “Non è una vittoria – commenta al volo Luigi Di Maio – ora avanti con il governo”. Augurandosi poi che al prossimo cdm (l’8 o il 9 maggio) non vi sia un voto sul caso Siri, che certificherebbe una spaccatura che è ormai nei fatti.

La mossa di Conte determina uno scossone nella maggioranza mentre Matteo Salvini è impegnato nella sua visita in Ungheria al primo ministro Orban. Il vicepresidente del Consiglio della Lega non nasconde il suo disappunto: “In un paese civile non funziona così, lascio a Conte e Siri le loro scelte, a me va bene qualsiasi cosa se me la spiegano. Spero che venga il 26 maggio prima possibile, così le ragioni elettorali di qualcun altro verranno meno”. Il leader della Lega invia da Budapest stilettate risentite all’alleato M5S: “E’ una vicenda locale che non ferma il governo, io chiedo sulla flat tax velocità, non sulle dimissioni di Tizio e Caio”. E su Siri sottolinea: “I magistrati sono pronti ad incontrarlo e dimostrerà totale estraneità a vicenda surreale”.

 

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