Concorso polizia, gli esclusi a Bongiorno e a Salvini: “Ci scartate come cibo scaduto”

venerdì 24 maggio 12:14 - di Redazione
Mai annuncio di sblocco di assunzioni fu accolto da così clamorose (e giustificate) proteste. Ma è quel che è capitato dopo che il ministro della Funzione Pubblica, la leghista Giulia Bongiorno, ha reso noto di aver dato il via libera all’immissione in ruolo di1.851 unità di allievi agenti della Polizia di Stato che inizieranno il corso entro il prossimo agosto. L’annuncio ha svelato però un mezzo pasticcio. Infatti le assunzioni di cui ha parlato la Bongiorno si riferiscono allo scorrimento della graduatoria del concorso già bandito dalla Polizia di Stato nel 2017 per il reclutamento di 1.148 allievi agenti. Concorso svoltosi regolarmente e nel pieno rispetto delle tempistiche programmate. E come da bando, a seguito della prova scritta, era stata formata una prima graduatoria valida per tre anni, cioè fino al 2020.  Ma solo in teoria.

Modificati i requisiti per l’immissione in ruolo a prova già espletata

Già, perché nel frattempo la legge sul riordino delle carriere rimescolava le carte, cioè i requisiti per la partecipazione al concorso: il limite di età è passato da 30 a 25 anni mentre il titolo di studio è stato innalzato dal diploma di scuola media a quello d’istruzione secondaria superiore. Ragione per cui dalla graduatoria sono stati “scartati” tutti quei candidati cui mancava solo la prova di idoneità fisica e l’immissione in ruolo, ma ai quali una successiva legge ha “scippato” i requisiti di cui disponevano al momento del bando. Il caso ha scatenato accese proteste e una marea di ricorsi. E persino una lettera aperta  degli esclusi al ministro Bongiorno e al ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Mettendo da parte considerazione giuridiche  – vi si legge -, noi che scriviamo siamo ragazze e ragazzi che vogliono servire lo Stato secondo i principi di lealtà, correttezza e onestà. Non è nostra intenzione addossare colpe o attribuire eventuali responsabilità a nessuno. Per noi – proseguono gli aspiranti allievi – quello che realmente conta è dimostrarVi che il nostro sogno è soltanto quello di indossare la divisa della Polizia di Stato, al fine di servire al meglio il nostro Paese».

La graduatoria degli esclusi per entrare in polizia vale fino al 2020

I firmatari, tra i quali molti sono in possesso di un diploma di laurea, lamentano anche l’insussistenza logica delle motivazioni addotte per giustificare la loro esclusione: «L’età media della Polizia di Stato – prosegue infatti la lettera – è prossima a 50 anni, e quindi ci è stato detto che escludendo chi ha oltre 26 anni è stato fatto con l’intento di abbassarla: a conti fatti si abbasserà soltanto di due mesi». Morale: «Ci ritroviamo essere gettati via come “cibo scaduto”. E non c’è onore in questo». Resta naturalmente la speranza che il loro appello possa essere raccolto. Di certo, cambiare le regole del gioco a gioco iniziato è segno di grave scorrettezza nei confronti dei cittadini, in questo caso degli aspiranti allievi della Polizia. Per il governo davvero una brutta pagina.  
Commenti

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  • Marco 24 maggio 2019

    Riportate Le cose come stanno, volete buttare fango sul governo, la maggior parte delle cose scritte su questo articolo non sono vere, come ad esempio “mancava solo l’idoneità fisica”.
    Dopo lo Step dei quiz , ci sono 5 giorni di selezione , tra prove di efficenza fisica, medica , psicologica e attitudinale. Poi altre bufale scritte nell’articolo

    • Francesco Storace 24 maggio 2019

      dillo agli aspiranti allievi

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