Claudio Ranieri si arrende, ha capito che è stato fatto fuori: «Finisce qui…»

venerdì 10 maggio 15:31 - di Francesco Certo

Ci sperava e nemmeno lo nascondeva tanto, al punto da rallegrarsi di essere stato inserito nella lista degli aspiranti allenatori della Roma il prossimo anno. “Allenerò ancora”, disse sor Claudio rendendo pubblica la sua seconda giovinezza in panchina. Tutto ciò accadeva quando il rendimento della “sua” squadra lo aveva rimesso in pole per la Champions. Adesso Claudio Ranieri cambia rotta. Scherzava sul nome di Conte («vado a prenderlo io all’aeroporto»), forte del fatto che quella candidatura – così prestigiosa e capace di ridare verve all’ambiente – non fosse attaccabile nemmeno da lui. Ora ride meno e si defila lui stesso. Venuta meno quella chance e cresciute nel frattempo altre piste (da Sarri a Gasperini a Giampaolo), Ranieri non si presta più al gioco e  mette i puntini sulle i. «Ora andrò a prendere qualcun altro a Fiumicino», esordisce toccando l’argomento allenatore. Non ci gira intorno sul tema e a domanda precisa se resterà in giallorosso chiarisce: «Io son venuto qui perché la Roma mi ha chiamato, essendo tifoso della Roma sono venuto  con tutto il mio entusiasmo e  la mia buona volontà, finito questo finisce il mio lavoro». Lapidario e senza possibilità di interpretazioni.

Un concetto che poco dopo ribadisce con maggiore nettezza. «Io una volta firmato avevo già deciso, sapevo che ero venuto qui in un momento di bisogno della mia squadra del cuore,  per cui finisce il campionato e finisce il mio lavoro». Retromarcia figlia dell’orgoglio di chi ha fatto la storia vincendo il titolo a Leicester. Non è felice Ranieri e si vede ma ugualmente sponsorizza la squadra per cui tifa. «Mi sento di promuovere la Roma, la Roma è un bene inestimabile». Tifoso sì ma senza il paraocchi. Così quando gli si chiede a che punto sia la crescita del club e se mai la Roma arriverà ai livelli della Juventus, Ranieri non si può sottrarre al sano realismo:  «Diciamo che nelle top squadre la Juventus è un grossissimo punto di riferimento,  ed essendolo credo che sia vitale per la Roma avere lo stadio di proprietà. Dopo di che potrà cominciare la rincorsa alla Juventus, senza lo stadio avrà grandi difficoltà». Un assist a Pallotta. Ma sarà un tema buono per un altro tecnico. Lui finirà il campionato e andrà via.

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