Cinquestelle: sì alla canna libera. FdI: «Siete dilettanti di criminologia, come diceva Borsellino»

mercoledì 8 maggio 13:47 - di Eugenio Battisti

Tornano alla carica con la legalizzazione della cannabis. Il presidente della commissione Antimafia, il grillino Nicola Morra, non esclude che «in questa legislatura si possa arrivare a una maturazione di queste posizioni». E ripolvera la vecchia teoria degli antiproibizionisti d’antan della droga libera che eliminerebbe il mercato nero «Dobbiamo anche capire – prosegue l’esponente 5Stelle – che tante sostanze per trasgressione, che vengono offerte dalle mafie, potrebbero, se si fa un discorso culturalmente alto, essere sottratte dal mondo della trasgressione e garantite in altro modo. Molto spesso ciò che è vietato, semplicemente perché è vietato, rappresenta motivo di attrazione».

Immediata la replica di Fratelli d’Italia affidata alla parlamentare Maria Teresa Bellucci, psicologa impegnata sul fronte della prevenzione alle tossicodipendenze, che ricorda le parole di Paolo Borsellino. «Liberalizzare la droga per combattere il traffico clandestino è da dilettanti di criminologia. La legalizzazione del consumo di droga non elimina il mercato clandestino, anzi diventerebbe ancor più pericoloso perché destinato a coloro che per motivi di età non accederebbero al mercato legale, i più giovani e, quindi, i più fragili e bisognosi di protezione». Così la pensava il giudice ucciso dalla mafia. E fa specie che certe aperture pericolose vengano da un presunto campione dell’antimafia: «In qualità di presidente della commissione Antimafia – incalza la Bellucci  – Morra dovrebbe ben sapere che la criminalità per non perdere questa fondamentale attività illecita, fonte di rilevanti interessi economici, investirebbe su droghe ancor più pericolose e micidiali da immettere nelle piazze e strade del mercato dell’illegalità». Per Fratelli d’Italia, da sempre impegnata sul fronte della prevenzione e della lotta al dilagare del consumo di stupefacenti, l’unica soluzione possibile «è varare un imponente piano di lotta alla droga, sostenere ed incentivare il lavoro delle comunità terapeutiche e dei servizi pubblici per le dipendenze, realizzare una diffusa campagna nazionale di prevenzione e informazione sui rischi legati all’uso di droga, reintrodurre e finanziare il Fondo nazionale di lotta alla droga. Nella liberalizzare della droga – conclude la Bellucci –  presidente Morra, non c’è nulla di “culturale”, c’è solo la negazione della bellezza di una vita vissuta liberi da ogni dipendenza».

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