Casal Bruciato, il Comune porta le pastarelle ai rom. I residenti cucinano la pasta per CasaPound (video)

mercoledì 8 maggio 10:30 - di Redazione

Casal Bruciato epicentro delle contraddizioni di una città allo sbando. Accade di tutto: un manifestante che minaccia di stupro la donna rom con un bambino in braccio che entra in casa scortata, CasaPound che prende le distanze dagli insulti rivolti alla donna ma non troppo (“insulti figli dell’esasperazione”, dice il comunicato), e ancora CasaPound che non gradisce lo striscione di Fratelli d’Italia, l’esponente dell’Opera Nomadi che dice agli inquilini che protestano: “Gli abusivi siete voi”. Il Campidoglio e il Municipio che mandano le pastarelle di benvenuto alla famiglia rom (anch’esse sotto scorta) e un’inquilina che prepara l’amatriciana per quelli di CasaPound che – dice – “se stanno a fa’ un c..o così”. La Raggi che chiama al telefono il questore e intima: mandate via i fascisti da lì sotto mentre l’assessore alla Casa Rosalba Castiglione chiama “imbecilli” i manifestanti.  La rom che alla finestra inveisce: “Siete italiani ma state violando la Costituzione” (video). A colorire il quadro gli immancabili estremisti di sinistra che arrivano a Casal Bruciato per un presidio di solidarietà ai rom.

Ecco a voi la periferia romana che ribolle di risentimento e che resta senza risposte da anni. Oggi si replica: presidio autorizzato di CasaPound e contro-presidio antifascista. La madre rom capisce che almeno al momento ogni tentativo di integrazione è impossibile e dice ai cronisti: “Ce ne vogliamo andar via, abbiamo paura ma dal Comune vogliono costringerci a rimanere, dicono che un’altra casa non ce l’hanno”.

 

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