Bravo Salvini sul delitto Vannini, ma da un anno non sei più all’opposizione

mercoledì 1 maggio 14:05 - di Francesco Storace

Sì, ministro Salvini, siamo tutti sconcertati. Marco Vannini ad appena 21 anni fu ammazzato dalla pistolettata del padre della sua fidanzata, il tristemente noto maresciallo Antonio CiontoliCostui si è beccato cinque anni di galera e pensa che siano ancora troppi e spera di cavarsela in Cassazione con il ricorso appena presentato dai suoi legali.

La pena con lo sconto

D’altronde, quando lo sconto di pena tra un grado di giudizio è il successivo vola da 14 ad appena cinque anni di reclusione, come non provarci… L’indignazione monta perché in questo paese, con la giustizia che ci ritroviamo, tutto può essere. Chissà, magari fu un suicidio mascherato…
Marco Vannini, secondo l’accusa, fu lasciato per tre ore agonizzante con la complicità dell’intera famiglia del sottoufficiale e le sue condizioni peggiorarono fino a morire. La sentenza d’appello lasciò attonita tutta Italia, proprio per la sua irrilevanza.

I tweet non bastano più

La notizia del ricorso in Cassazione ha provocato ieri sera la reazione di Matteo Salvini. Al quale vogliamo molto bene, ma non al punto di poter pensare che stia ancora all’opposizione. Il tweet che ha impresso sui social è senz’altro da condividere punto per punto: “La vita di un ragazzo di vent’anni, ucciso in maniera vigliacca, vale solo cinque anni di carcere? E gli assassini chiedono anche uno sconto… #VERGOGNA. Questa non è “#giustizia”.
Bene, letto, confermato e sottoscritto. Ma non ce la sentiamo di applaudire né di scrivere bentornata opposizione. Perché, caro Matteo, è da un anno che siete al governo e la giustizia funziona peggio di prima. È in consiglio dei ministri che devi fare fracasso e non sui social, perché altrimenti rischia di venire meno persino la tua credibilità.
Finché la giustizia è nelle mani del portavoce di Davigo, nessuno crederà più ad una vostra sillaba sul tema. Ormai lo sconcerto è generale e i ministri devono agire, decidere, risolvere e non twittare. Quando non c’è giustizia per il sangue di un ventenne le parole di chi comanda (o dovrebbe farlo) trasmettono solo desolazione. Il vuoto. Il senso dell’inutilità della funzione di governo.

Commenti

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  • Giuseppe Lovergine 2 maggio 2019

    Vorrei fare alcune precisazioni al riguardo dell’omicidio del giovane Vannini. L’errore che fu commesso nella formazione di governo giallo-verde, riguarda la nomina data al Ministro della Giustizia Bonafede, al quale ritengo sia inappropriato e inesperto per assumere un incarico importante come la Giustizia. Sarebbe stato meglio se al suo posto, fosse stato dato l’incarico alla Bongiorno, la quale la reputo esperta e preparata in campo legale. Il fatto che elogiate “parzialmente” il commento fatto da Matteo Salvini sull’omicidio del giovane Vannini, vi riferisco che non si può pretendere che faccia cose che non rientrano nelle sue mansioni di ministro degli Interni. Il suo commento è servito a far capire agli altri componenti di governo, che sarebbe opportuno e indispensabile mettere mani a questa nostra in-Giustizia, perché non si può continuare a non punire giustamente coloro che commettono simili reati.

  • FAUSTO 2 maggio 2019

    TUTTA LA FAMIGLIA MERITA L’ERGASTOLO, COSIDDETTA FIDANZATA DOPPIO ERGASTOLO E POI BUTTATE VIA LA CHIAVE. I MAGISTRATI BURLETTA CHE HANNO EMESSO QUESTA VERGOGNOSA SENTENZA DOVREBBERO ESSERE IMMEDIATAMENTE ESPULSI DALLA MAGISTRATURA CON DISONORE. LA SOSTRA STA DIVENTANDO LA REPUBBLICA DELLE BANANE, PER LA NOSTRA MAGISTRATURA DELLE BANANINE

  • Amelia Tersigni 2 maggio 2019

    Salvini vuol tenere i suoi due piedi in una solo scarpa. Ma è umanamente impossibile camminare, andare avanti.
    Come minimo rischi di cadere rovinosamente.
    Mi ricordi le “convergenze parallele” del povero Moro.
    Con il senno del poi, si può dire che la sua tragica fine se l’è proprio cercata
    Anche lui voleva tenere il piede destro e quello sinistro in una sola scarpa.
    Deciditi: o fuori o dentro al Governo !!!

  • Lazzari Alberto 2 maggio 2019

    Chi commette reati e portano una divisa e/o veste talare poiché infangano tali simboli devono pagare senza sconti il debito con la Giustizia

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