Brasile, il presidente Bolsonaro taglia i fondi alle università pubbliche che fanno propaganda comunista

giovedì 2 maggio 18:12 - di Domenico Bruni

Giro di vite del nuovo presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che ha annunciato di voler mettere mano alla propaganda politica comunista nelle università brasiliane. La scure dell’ex militare Bolsonaro si abbatterà – riferisce il Giornale – sugli istituti pubblici universitari che propagandano il marxismo. La vicenda è un retaggio dell’èra Lula, per fortuna finita, quando la sinistra utilizzava i soldi pubblici per raccattare vorti e consensi. E lo faceva soprattutto fra gli studenti. Ora tutto questo è finito: in un’intervista al quotidiano O Estado de Sao Paulo, il presidente ha annunciato il taglio di risorse a quelle strutture statali che hanno trasofrmato o scambiato la loro missione didattica in missione propagandistica e ideologica e il militanza marxista – ha detto Bolsonaro – da parte delle persone i sinistra che le gestiscono. I denari federali – ha denunciato ancora Bolsonaro – sarebbero utilizzati per corsi e seminari in cui si esalta il comunismo e si screditano i valori patriottici e religiosi. Tutto questo deve finire, pertanto vi saranno tagli di almeno il 30 per cento elle risorse che invece saranno destinate a scuole private tentute dalla chiesa e dalle forze armate. La volontà el governo brasiliano di voler togliere fondi alla propaganda marxista è stata confermata anche dal ministro dell’Educazione nazionale, Abraham Weintraub, riferisce sempre il quotidiano il Giornale, che ha accusato il “settore accademico pubblico di gravi responsabilità nel declino economico e culturale del Paese, che avrebbero sostituito negli ultimi anni la loro storica missione educativa con una continua propaganda filocomunista diretta a trasformare gli studenti in militanti di sinistra”.

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