Bomba contro la sede degli Irriducibili della Lazio: «Vogliono gli anni ’70, non abbiamo paura»

6 Mag 2019 18:17 - di Redazione

Una bomba è stata lanciata nella notte contro la sede degli Irriducibili della Lazio, in via Amulio, al quartiere Tuscolano di Roma. L’attentato risulta particolarmente allarmante, anche perché non si può escludere che sia stato dettato da motivazioni politiche, connesse alla commemorazione di Benito Mussolini che alcuni esponenti del gruppo hanno svolto a Milano la scorsa settimana.

Un attentato da anni ’70

L’esplosione ha danneggiato la saracinesca e l’ingresso della sede e due auto parcheggiate in strada. Sul caso indaga la Digos, che sta vagliando anche i filmati delle telecamere della zona, per cercare di dare un volto all’autore o agli autori dell’attentato. «Siamo abituati a peggio. Paura mai, per carità. È chi ha messo la bomba che ha dimostrato di aver paura. È un atto vigliacco, fatto di notte: avrebbero potuto ferire chi dorme nei paraggi, in strada», ha detto all’Adnkronos il leader degli Irriducibili Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, sostenendo che «se vogliono tornare al terrorismo degli anni ’70, a quel clima, noi siamo pronti. Anzi, io non vedo l’ora e di certo non ci tiriamo indietro».

Diabolik: «Siamo gli ultimi fascisti»

Piscitelli, che ha parlato dell’ordigno come di una bomba «alla crema», però, ha sottolineato anche che la natura del movimento ultras che guida è un’altra: «Sanno dove stiamo, sanno dove abito e sanno bene che al di là di quella saracinesca c’è una associazione che si occupa del sociale, dove non si fa politica». «Noi andiamo allo stadio, fine. Poi, certo, siamo fascisti, gli ultimi fascisti di Roma, e non rinneghiamo nulla», ha aggiunto, spiegando di credere che dietro l’attentato ci sia un movente politico: «Se andiamo per logica,  quanto accaduto si può ricondurre a quella situazione (lo striscione su Mussolini esposto a Milano, ndr) ma a quel punto, ripeto – ha concluso – non ci tiriamo indietro».

 

 

 

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