Bimbo ucciso a Novara, il compagno della madre tenta il suicidio in carcere

mercoledì 29 maggio 16:49 - di Redazione

Si è avvicinato con un lenzuolo alla grata della cella ed è stato immediatamente bloccato dagli agenti di polizia penitenziaria, prima che riuscisse a mettere in pratica il tentativo di suicidarsi: è guardato a vista nel carcere di Novara Nicolas Musi, il 23enne arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per la morte del figlio della compagna, Leonardo Russo, di appena 20 mesi, avvenuta giovedì mattina nel loro appartamento di Novara. L’episodio è stato reso noto dall’Osapp, l’organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria: nella notte tra lunedì e martedì avrebbe cercato di impiccarsi con un lenzuolo alle inferriate della sua cella, dove è detenuto in isolamento. È stato salvato dall’intervento della polizia penitenziaria. «E’ stato un gesto dimostrativo – precisa Rosalia Marino, direttrice della casa circondariale di Novara -: Musi non ha nemmeno avuto il tempo di concretizzare quel gesto, perché è guardato a vista 24 ore su 24 dagli agenti di polizia penitenziaria. Il loro intervento è stato immediato».

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