Berlusconi sta ancora male se vuole il governo Draghi. Non serve un altro Monti

domenica 19 maggio 6:00 - di Francesco Storace

Berlusconi non è affatto guarito. se pensa di poter proporre Mario Draghi alla guida del governo dell’Italia. E’ un evidente segno di alterazione. Tanto più alla vigilia di elezioni europee. Calmati, Silvio.
Siamo increduli di fronte alla sparata del Cavaliere. Siamo al reddito di sudditanza. I poteri forti dell’Europa che devono continuare a comandare sulla vita del nostro popolo. Ma anche basta.
Alzarsi la mattina per dire che dalla Banca centrale europea si possa disporre della nostra economia nel nome della tecnocrazia è uno schiaffo a chi lavora. A chi soffre. A chi implora diritti sociali.

Cambiamento con Draghi e Tajani?

Non vogliamo dare eco alle voci di ricatti al Cavaliere, ma questa intemerata davvero risulta insopportabile. Sembra la riedizione del disastro Monti e ci auguriamo una valanga di no da chi tiene al futuro dell’Italia. C’è più bisogno di Patria nostra che di Europa finanziaria. Silvio sembra ostinarsi a non capirlo. Eppure, nella stessa intervista di ieri al Mattino, servita al lancio di una candidatura del genere, ha anche detto di voler cambiare l’attuale Europa dei burocrati di Bruxelles. Un cambiamento decisamente curioso per chi detiene la poltrona più alta del Parlamento con Antonio Tajani e vuole occupare quella di palazzo Chigi con Mario Draghi. Il leader di Forza Italia critica anche l'”austerità ottusa” dell’Europa. E di grazia, chi è che l’ha decisa, quella politica?
Se davvero è questo il pensiero di Berlusconi, è difficile immaginare che la ricostruzione del centrodestra possa passare ancora per lui. Che non sembra rendersi conto che l’onda sovranista non può davvero tollerare la riproposizione di schemi monetaristici che fanno a cazzotti con le politiche sociali di cui abbiamo disperato bisogno.

Nè Draghi né vampiri

Nè Draghi, né vampiri, dovremmo invece dire a gran voce.
E’ un autogol pazzesco, quello lanciato da Forza Italia a una settimana dal voto. Quasi a voler impaurire il popolo italiano, indicando come ricetta possibile quella dei tagli a tutto. Alla sanità, al pubblico impiego, alle pensioni, alla scuola. Abbiamo già dato e non ne possiamo più. Chi vaticina ancora questa robaccia si becca l’odio del popolo italiano. E un leader che non lo capisce, francamente, è roba che stupisce per davvero.
Anche perché si finisce per ottenere esattamente l’opposto di quel che si dice di voler sostenere. L’effetto Italexit come reazione al dominio dei soliti potentati. Berlusconi e i suoi intelligentissimi suggeritori dovrebbero prima poi decidersi a comprendere che c’è una differenza enorme tra l’Europa e questa Unione europea. Anima contro sovrastruttura. Cultura contro mercatismo. Popoli contro oligarchie. Duello che inevitabilmente si rifletterà sul voto di domenica prossima.
Non c’è avversione per la persona di Mario Draghi, ma per quello che rappresenta, un mondo ostile ai diritti. Con personaggi così alla guida dell’Italia – ove mai superasse la prova elettorale perché non vogliamo pensare a governi tecnici – che fine faremmo? Chi ce la restituirebbe la proprietà del nostro oro? Quando mai potremmo tornare a discutere della nazionalizzazione di Bankitalia? Chi potrà restituirci un futuro in cui la persona possa venire finalmente prima dei forzieri bancari? In fondo, la questione è tutta qui. Per capirlo, basta ascoltare le voci del popolo sovrano. Certamente, non sarà stamane la piazza di Napoli – dove parlerà Giorgia Meloni – ad invocare i potenti d’Europa.

Commenti

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  • Carlo Cervini 20 maggio 2019

    Non mollate di un millimetro sull’affare dei migranti, lo schiaffo non l’hanno dato a Salvini, ma agli italiani e se ne vedranno le conseguenze nelle urne. E’ la volta buona di dare una stangata con pedata ai magistrati, ai pretonzoli e a tutta la feccia dei sinistrorsi italioti.

  • avv. alessandro ballicu 19 maggio 2019

    purtroppo berlusconi sta anche troppo bene. non mi stupisco della sua folle proposta è in linea con quando votò tutte le peggiori norme di monti.
    è un plutocrate e fa gli interessi della plutocrazia che non conosce confini nè colori politici,
    finalmente anche la meloni ha capito che non è più possibile allearsi con lui

  • Emilio 19 maggio 2019

    Naturalmente ci penserà Fratelli d’Italia a rimettere in sesto la baracca?

  • federico fiammetta 19 maggio 2019

    abbiamo avuto Monti e 10 anni sinistri grazie al centinaio di parlamentari che abbandonarono Berlusconi per correre dietro a Fini, finendo nel baratro.
    Se lo spread scese, non è certo grazie alla cura Monti – si era già visto in Grecia come funzionava la cura Monti – ma al “whatever it takes” di Draghi. Draghi ha forzato le regole UE e i regolamenti BCE per far sì che la BCE fosse almeno in parte una effettiva banca centrale, cioè una che stampa denaro, e in ciò è stato molto bravo a superare le resistenze tedesche. Il problema dell’Europa è che FED stampa denaro in quantità impressionante dal 2008, e l’ha immesso nell’economia, idem la Banca del Giappone, pure la Banca d’Inghilterra e quella Svizzera stampano, per non parlare di quella cinese che si compra il mondo intero stampando yuan. Invece i principi costitutivi della BCE sono molto più restrittivi. Grazie Ciampi, grazie Savona!

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