Altro che “pazienza da francescano”: dopo il plebiscito elettorale Salvini detta l’agenda (Video)

lunedì 27 maggio 13:10 - di Ginevra Sorrentino

È vero, nella conferenza stampa in diretta con lo spoglio e con l’uscita delle prime proiezioni, Matteo Salvini parla agli elettori ringraziandoli e rassicurandoli che per lui, non cambierà niente. Niente scaramucce post-elettorali per un nome o per un poltrona di ricambio: l’esecutivo andrà avanti così, ma, aggiunge poi fermo e motivato dal plebiscito elettorale, si riparte da Tav, Flat Tax, autonomie: ossia da tutti i punti in agenda rimasti in sospeso a causa dei no e dei forse siglati a caratteri di fuoco dagli alleati grillini…

Dopo il plebiscito elettorale Salvini detta l’agenda

«Ho sentito il presidente del Consiglio, ribadisco che la lealtà della Lega al governo e al contratto non è mai stata in discussione e lo ribadisco oggi dopo la vittoria. Non ho una parola il giorno prima del voto e una parola diversa il giorno dopo», afferma netto e tranchant il leader della Lega Matteo Salvini durante la conferenza stampa a Milano, e poi aggiunge: «La somma dei due partiti al governo da un anno, contro tanti se non tutti, supera il 50% degli italiani vedremo di usarla bene in chiave di cambiamento dell’Europa. Ribadisco che non mi interessa chiedere riequilibri di potere a livello interno, mi interessa avere un mandato forte per andare a ricontrattare nell’interesse degli italiani parametri sbagliati», chiosa Salvini. E dunque, incassato il 34% alle Europee, il titolare del Viminale da un lato conferma lealtà ai cinque stelle, ma dall’altro, al tempo stesso, detta l’agenda: dalla Flat Tax a Tav e autonomia. Del resto, stando agli elettori la Lega avanti in tutta la Penisola, e «da Nord a Sud» segna «un dato eclatante ed emozionante». Esordisce così, Matteo Salvini, durante la conferenza stampa a Milano nel croso della quale, facendo il punto sulle elezioni e analizzando il voto, rileva come «in due comuni che la sinistra ha scelto come simbolo dell’anti-salvinismo, Riace e Lampedusa, vedono la Lega primo partito e stiamo parlando di Calabria e Sicilia quindi evidentemente una richiesta di un’immigrazione controllata, non è solo un capriccio di Salvini ma è una ferma volontà degli italiani».

Il leader della Lega blinda subito i prossimi passa da fare

E allora, dopo aver manifestato la «grande emozione e soddisfazione» per il risultato ottenuto a queste Europee  dalla Lega, Matteo Salvini blinda subito i prossimi passi da fare: ridurre pressione fiscale, accelerare su autonomia e infrastrutture. Tanto che, durante la conferenza stampa a Milano, il leader del Carroccio sottolinea come «in tutte e venti le regioni italiane c’è almeno un comune, piccolo o grande, dove la Lega supera il 40% dei voti, da Nord a Sud e questo rispetto all’anno scorso e a cinque anni fa è un dato eclatante ed emozionante». Poi, lasciato per un attimo il Belpaese, Salvini passa a parlare dell’Europa: «Il nuovo Parlamento europeo e la nuova commissione europea saranno amici dell’Italia o lo saranno almeno di più di quanto lo siano stati con il governo ultra europeista del Pd degli ultimi anni. È cambiata la geografia in Europa, conto che il gruppo che la Lega proverà a mettere in piedi avrà tra i 100 e 150 europarlamentari», spiega preannunciando incontri con gli altri esponenti delle destre che hanno vinto in Europa. E comunque, torna a nìbomba sul punto “Europa” Salvini, «ci sono alcune scadenze europee imminenti, mi risulta in dirittura d’arrivo una lettera da parte della Commissione europea sull’economia italiana e io penso che gli italiani diano mandato a me e al governo di ridiscutere totalmente, pacatamente, costruttivamente i parametri che hanno portato a un livello di precarietà, disoccupazione ed ansia senza precedenti nella storia. Penso che sia maturo il momento in cui i leader europei si siedano intorno a un tavolo a prescindere dalle appartenenza per rivedere dei parametri vecchi che hanno fatto male all’Europa», ha affermato ancora Salvini.

Ecco la mappa dei seggi che saranno occupati nel parlamento europeo

D’altra parte la Lega (gruppo Enf) ha ottenuto 28 seggi nel Parlamento europeo, quasi cinque volte i sei eurodeputati dell’ottava legislatura, mentre il Movimento Cinque Stelle (gruppo Efdd) porta a Strasburgo 14 eurodeputati, contro i 17 eletti nel 2014 (gli uscenti però erano 11, perché 3 hanno lasciato il Movimento e altri 3 sia il gruppo che il Movimento). Con i 28 eurodeputati, allo stato il Carroccio è la seconda delegazione dell’intero Europarlamento, a un solo seggio di distanza dai tedeschi della Cdu/Csu, che eleggono 29 parlamentari, come il Brexit Party di Nigel Farage, secondo i risultati provvisori diffusi dal Parlamento europeo. All’interno del gruppo Enf (Europa delle Nazioni e delle Libertà) il partito guidato da Salvini è la prima delegazione, seguita dai francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen con 22 seggi.

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