Aiuto, Monti è ancora assetato di stangate: «Patrimoniale? È una tassa da Paese civile»

venerdì 3 maggio 13:47 - di Ezio Miles

A volte ritornano e, quando accade, si profilano all’ orizzonte sventure. Così accade con lo spettro di Mario Monti, che ultimamente torna con una certa frequenza. E la cosa non ci lascia tranquilli perché il Monti rimane una delle espressioni, in Italia, di quei poteri globali che ci tengono costantemente sotto controllo. Quanto l’ex premier “tecnico” ha detto in una intervista pubblicata l’altro giorno dal Foglio non è da prendere assolutamente sottogamba. Dice, Monti, che non ci sarebbe niente di strano nell’introduzione di una imposta patrimoniale in Italia. Mette i brividi il pensiero che lo stesso messaggio arrivi da qualche tempo dagli ambienti del Fondo monetario internazionale e della finanza tedesca: ne ha parlato pochi mesi fa l’economista della Bundesbank, Karsten Wendorff, Il fatto che ora Monti rilanci la proposta sta probabilmente a significare che qualcosa di inquietante si sta preparando: Monti, come il potere finanziario internazionale, non sono ancora evidentemente sazi del “sangue” degli italiani.

Tanto vale che governi direttamente il Fmi

Nell’intervista al quotidiano diretto da Claudio Cerasa, Monti torna a chiedere di mettere le mani nelle tasche degli italiani invocando l’ennesima stangata. Soprattutto ora che l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte deve fare i conti con le “clausole di salvaguardia” che potrebbero far scattare l’aumento dell’Iva.Così mentre la maggioranza cerca di far quadrare i conti senza rinunciare all’assistenzialismo promesso dai 5 Stelle in campagna elettorale, l’ex premier suggerisce. appunto, di imporre una tassa patrimoniale: “Non ci sarebbe niente di strano”, dice, “Una patrimoniale annuale ad aliquota moderata esiste in vari Paesi che consideriamo civili come o più del nostro”. “Se vogliamo – dice sempre Monti- che l’occupazione aumenti, non basta stimolare la domanda, meglio se con gli investimenti che invece scarseggiano. Occorre anche rendere meno pesanti, come avviene in altri Paesi, gli oneri fiscali e sociali sul lavoro”. Poi per se la prende con l’alleanza Lega-5Stelle: “Il punto però è un altro, secondo me”, accusa “Per introdurre un’imposta patrimoniale, ci vuole un governo serio. Serio nel senso che tenga più al bene del Paese che al proprio consenso giornaliero nei sondaggi”. Se il ”bene” del Paese è quello che Monti ci ha fatto vedere quando è stato al governo, tanto vale allora dichiarare fallimento e farsi governare direttamente da Madame Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale. Non è meno algida di Monti, ma almeno è una bella signora e non un grigio burocrate,

 

 

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